GP Spagna 2026 al Madring: strategia a una o due soste?

La prima gara di Formula 1 al Madring si preannuncia particolarmente incerta sotto il profilo strategico, con Pirelli che indica sia la sosta singola sia il doppio pit-stop come opzioni concrete per i 57 giri del Gran Premio di Spagna 2026.
Dopo che Lando Norris ha battuto Kimi Antonelli per soli 11 millesimi conquistando la pole position, mantenere la posizione in pista assume un'importanza capitale. Tuttavia, con un tempo perso in pit lane stimato attorno ai 25 secondi, il degrado termico degli pneumatici e la scelta della finestra per la prima sosta potrebbero rivelarsi determinanti per le sorti della corsa madrilena.

La sosta singola Medium-Hard è l'opzione più solida
La principale strategia a una sosta delineata da Pirelli prevede la partenza su gomma media C3, con la successiva transizione alla mescola dura C2 prevista tra il 18° e il 24° giro.
Per Norris e Antonelli si tratta di una via particolarmente lineare: entrambi i piloti in prima fila dispongono di un set di medie nuove e due treni di hard immacolati, garantendo a McLaren e Mercedes la massima flessibilità tattica.
George Russell e Oscar Piastri vantano la medesima allocazione, potendo quindi copiare la strategia convenzionale medio-dura oppure virare rapidamente sui due stop qualora l'usura risultasse più severa del previsto.
L'alternativa è proprio il doppio pit-stop con sequenza media-dura-dura, con prima sosta programmata tra il 10° e il 16° giro e seconda sosta attorno ai passaggi 31-37. Uno schema che acquisirebbe grande valore se la mescola C3 dovesse evidenziare un marcato degrado termico.

La Ferrari tenterà l'assalto con le Soft?
In casa Ferrari le carte a disposizione sono differenti.
Sia Lewis Hamilton che Charles Leclerc hanno a disposizione un treno intonso di mescola morbida C4, ma non hanno gomme medie nuove residue. Ciò spalanca le porte a un approccio aggressivo, con partenza su gomma soft prima di passare alla gomma dura tra il 15° e il 21° giro.
Secondo le stime di Pirelli, la mescola soft tocca i 150 km/h con un vantaggio di circa 2,31 metri rispetto alla media, mentre la gomma dura cede circa 3,02 metri alla morbida nelle prime battute di scatto.
Con appena 200 metri che separano la griglia di partenza dalla prima staccata, questo spunto iniziale potrebbe rivelarsi cruciale. Hamilton scatterà quarto e Leclerc quinto: la mescola C4 rappresenta dunque un'arma potenziale per insidiare immediatamente Max Verstappen e le prime posizioni.

Il rovescio della medaglia è il degrado. Una sosta singola morbida-dura richiede uno stint conclusivo molto esteso, mentre la variante a due soste soft-hard-hard comporterebbe soste indicativamente tra i giri 9-15 e 30-36.
Verstappen e il rebus delle mescole usate
Il terzo qualificato, Max Verstappen, si trova in una posizione tattica leggermente dissimile: possiede due set di hard nuove, ma soltanto gomme medie e soft usate. La Red Bull non può contare sulla stessa libertà di scelta allo start riservata a Norris e ad Antonelli.
Questo scenario potrebbe spingere l'olandese a sfruttare la gomma media rodata nei primi chilometri per poi affidarsi pienamente alla mescola C2, specie se a Milton Keynes riterranno la gomma dura la mescola più performante sulla lunga distanza.

In assenza di precedenti storici sul tracciato del Madring e considerando che le prove libere del venerdì hanno dimostrato l'estrema variabilità dell'asfalto, la reattività strategica sarà decisiva ben più di un piano rigido stabilito a tavolino.
La sosta singola rimane un percorso accessibile. Tuttavia, se le temperature o il degrado dovessero alzarsi, il Gran Premio di Spagna 2026 diventerà una partita a scacchi decisa da tempismo, gestione del ritmo e dal coraggio di chiamare un secondo cambio gomme.
