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Toto Wolff ha ammesso di essere combattuto all’idea di un ritorno di Christian Horner sulla griglia di Formula 1, riconoscendo sia il valore sia la carica di imprevedibilità che l’ex team principal della Red Bull ha portato nello sport.
Horner, rimosso dal suo incarico a metà della stagione 2025, ha guidato la Red Bull per anni, costruendosi la reputazione di una delle figure più schiette e controverse del paddock. Mai restio alle battaglie politiche, è stato spesso protagonista di scontri pubblici con i team rivali — in particolare durante l’infuocata lotta al titolo del 2021 tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, quando la tensione tra Horner e Wolff divenne uno dei temi centrali del campionato.
Mentre crescono le speculazioni su un possibile ritorno in qualche ruolo, Wolff ha chiarito che i suoi sentimenti sono tutt’altro che semplici.
«Sono combattuto», ha dichiarato Wolff alla Press Association. «A questo sport mancano le personalità. E la sua era chiaramente molto controversa, e questo fa bene alla Formula 1. Ho detto a Fred Vasseur che servono “il buono, il brutto e il cattivo”. Ora sono rimasti solo il buono e il brutto. Il cattivo non c’è più!»
Pur riconoscendo l’impatto di Horner sullo spettacolo competitivo della Formula 1, Wolff ha ammesso che un eventuale allineamento professionale tra i due sarebbe irrealistico.
«Potrei mai considerarlo un alleato o qualcuno con cui condividere obiettivi? Non credo», ha affermato.
La loro rivalità, soprattutto nei momenti di massima tensione per il titolo, ha lasciato un segno profondo. Eppure Wolff ha evitato toni personali, riconoscendo la complessità che si cela anche dietro agli avversari più accesi.
«Anche quando provavo la più grande frustrazione e rabbia nei suoi confronti, bisogna ricordarsi che persino il tuo peggior nemico ha un migliore amico, quindi deve esserci del buono. In quegli anni è stato tutto troppo intenso, troppo duro, e sono successe cose che ancora oggi non riesco a capire perché le abbia fatte».
Nonostante le questioni rimaste in sospeso, Wolff ha voluto chiarire di non nutrire alcun rancore.
«Non so se troverà la strada per tornare, né in quale ruolo. Di certo non gli auguro nulla di male. E dobbiamo riconoscerci i meriti a vicenda. Non sono molti i team principal che hanno fatto ciò che ha fatto lui».
L’eredità lasciata da Horner alla Red Bull lo colloca tra i team principal di maggior successo nella storia della Formula 1 — uno status che Wolff rispetta apertamente, nonostante anni di scontri.
In definitiva, il team principal della Mercedes ha adottato un tono misurato su ciò che potrebbe riservare il futuro.
«Qualunque cosa accada, qualunque sia l’esito, che torni in Formula 1 oppure no, io sono sereno».
Per Wolff, il dibattito riguarda meno una riconciliazione personale e più l’equilibrio tra le personalità che definiscono il lato competitivo della Formula 1 — un equilibrio che, nel bene e nel male, Horner ha senza dubbio influenzato.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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