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Ferrari ha offerto spettacolo e sostanza a Shanghai, con Lewis Hamilton e Charles Leclerc in lotta per tutta la durata del Gran Premio di Cina. La Scuderia ha infine conquistato il terzo posto con Hamilton – il suo primo podio in rosso – ma il risultato ha evidenziato una realtà evidente: la SF-26 resta un passo indietro rispetto a una Mercedes dominante.
Nel giorno della prima vittoria di Kimi Antonelli, la Ferrari ha chiuso con 25 secondi di distacco. Rapportato alla distanza di gara, significa circa quattro decimi e mezzo al giro – un margine significativo contro una W17 che al momento rappresenta il riferimento.
La Cina ha fornito indicazioni preziose. La SF-26 è competitiva nei primi due settori, tenendo il passo della Mercedes in curva. Il divario, però, si concentra sui rettilinei, dove la Ferrari cede quasi tre decimi di secondo.

Mentre la FIA continua a discutere possibili modifiche regolamentari in vista di Miami, la priorità della Ferrari è interna. Comprendere la gestione ottimale dell’energia elettrica e le strategie di ricarica della batteria è un tassello del puzzle; estrarre più prestazione dal V6 067/6 è un altro.
Il reparto tecnico stima un deficit di 20–25 cavalli, particolarmente evidente agli alti regimi. Nella Formula 1 moderna, un divario del genere è determinante.
Parte del vantaggio Mercedes potrebbe derivare da un approccio, secondo indiscrezioni, che prevede l’utilizzo di un rapporto di compressione più elevato a motore caldo – parametro attualmente misurato a temperatura ambiente dal regolamento fino al 1° giugno. A completare il quadro c’è la prestazione del carburante Petronas, che secondo le voci sarebbe in grado di aumentare il potere calorifico nella camera di combustione, sfruttando efficacemente il maggiore rapporto di compressione.

Il risultato è una combinazione estremamente efficace, ulteriormente rafforzata da una turbina di dimensioni maggiori capace di erogare una potenza di picco superiore. Questo consente al motore endotermico di ricaricare energia sui rettilinei grazie alla ormai nota tecnica del super clipping – recuperando potenza in eccesso per la batteria senza compromettere eccessivamente la velocità di punta.
La Ferrari è in attesa dell’ADUO nel tentativo di recuperare prestazione dal motore, con un possibile obiettivo fissato per il Gran Premio d’Ungheria prima della pausa estiva. Fino ad allora, lo sviluppo resterà concentrato sulla vettura, con grande fiducia nel telaio e nella piattaforma aerodinamica della SF-26.

Shanghai ha segnato anche il debutto in pista della cosiddetta ala posteriore “Macarena” a doppio flap mobile, testata durante l’unica sessione di prove libere. Entrambi i piloti hanno raccolto numerosi dati prima che il componente venisse accantonato per il resto del weekend.
Nonostante alcune ricostruzioni esterne abbiano parlato di un progetto scartato, questa interpretazione non coglie nel segno. L’ala non è mai stata pensata come soluzione universale. Inizialmente prevista per il debutto in Bahrain – e già vista nei test pre-stagionali di Sakhir – la sua introduzione è stata anticipata dopo la cancellazione di due gare nel Golfo. Le sue caratteristiche sono ritenute potenzialmente adatte a Suzuka.
Il test in Cina si è rivelato istruttivo. Gli ingegneri hanno individuato la necessità di perfezionare la tempistica di chiusura del sistema a doppio flap rotante, poiché sono emersi problemi di bilanciamento aerodinamico dovuti alla maggiore rapidità di risposta dell’ala anteriore mobile rispetto a quella posteriore.

Secondo Motorsport.com, l’ala “flip” è ancora nella prima fase di sviluppo. Ulteriori evoluzioni arriveranno solo quando la configurazione di base funzionerà come previsto.
Una maggiore efficienza aerodinamica a Suzuka potrebbe ridurre la resistenza all’avanzamento nei tratti ad ala aperta – anche grazie allo spostamento dell’attuatore in una delle paratie laterali – aumentando al contempo il carico nelle sezioni più tecniche. I dati raccolti a Shanghai saranno fondamentali per affinare le simulazioni in vista del Giappone, dove la prestazione aerodinamica ha un peso significativo insieme alla potenza del motore.

A Maranello i tempi si accorciano. Gli ingegneri guidati da Loic Serra stanno spingendo per estrarre tutto il potenziale prestazionale che ritengono nascosto nella SF-26.
Ci saranno circuiti in cui le caratteristiche della Ferrari potranno mettere maggiormente in difficoltà la Mercedes. Il compito del team è farsi trovare pronto quando si presenteranno queste opportunità.
Un pacchetto di aggiornamenti significativo è atteso a Miami il 4 maggio, prima gara dopo la pausa di aprile della Formula 1. Fino ad allora, la Ferrari resta un progetto in evoluzione – competitivo, promettente, ma ancora all’inseguimento di un riferimento che al momento appare formidabile.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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