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Kimi Antonelli ha rivelato che la Mercedes ricorrerà agli ordini di scuderia in specifiche situazioni di gara, dopo che il suo ultimo duello con George Russell ha reso necessario un confronto con Toto Wolff.
Nelle prime sette gare, Wolff aveva concesso ad Antonelli e Russell la libertà di correre. Questo approccio ha dato vita a momenti di lotta ruota a ruota serrati e aggressivi, in particolare in Canada, dove Antonelli è finito più volte fuori pista nel tentativo di difendersi dal compagno di squadra, con i due che sono arrivati a sfiorare il contatto. Un episodio simile si è quasi ripetuto a Barcellona.
La differenza fondamentale, secondo quanto discusso internamente in Mercedes, risiede nel contesto di gara. In Canada, Antonelli e Russell stavano duellando mentre riuscivano comunque a staccare il resto del gruppo. A Barcellona, invece, il loro scontro è avvenuto mentre si trovavano alle spalle di Lewis Hamilton, offrendo al sette volte campione del mondo la possibilità di allungare.
Per approfondire come l'attuale forma di Hamilton stia influenzando gli equilibri competitivi in casa Mercedes, leggi il nostro articolo sui punti chiave del GP d'Austria: Hamilton, la Ferrari e la pressione sulla Mercedes.
La preoccupazione della Mercedes non riguardava semplicemente l'aggressività dei piloti, ma il fatto che la lotta interna avesse un costo strategico. Se Antonelli e Russell non si fossero ostacolati a vicenda, la Mercedes avrebbe potuto sfidare Ferrari e Hamilton in modo più diretto, invece di chiudere la gara con quasi 20 secondi di ritardo.
Il risultato ha avuto un peso anche in ottica campionato. Hamilton ha ridotto il vantaggio di Antonelli nella classifica piloti di F1 a 41 punti, rendendo necessario il confronto post-gara con Wolff.
Antonelli ha spiegato che la conclusione dell'incontro è stata chiara: la Mercedes continuerà a permettere ai propri piloti di correre, ma solo quando questo non comprometterà la squadra nei confronti dei rivali esterni.
"C'è stato un incontro sull'argomento e Toto è stato molto chiaro", ha dichiarato Antonelli in un'intervista ai media italiani, riportata da Motorsport.com.
"Se ci troveremo di nuovo in una situazione come quella di Barcellona, sotto la pressione dei nostri rivali, ci sarà un ordine di scuderia, specialmente se una delle due vetture dovesse mostrare un passo migliore".
Questa politica non pone fine alla sfida interna in Mercedes, ma definisce il confine tra libertà sportiva e responsabilità competitiva.
Antonelli ha chiarito la distinzione, aggiungendo: "Se, invece, stiamo lottando tra noi senza la pressione di un altro team, saremo liberi di correre, esattamente come abbiamo fatto a Montreal".
Per la Mercedes, il messaggio è pragmatico. Russell e Antonelli potranno continuare a lottare quando la situazione di gara lo permetterà. Tuttavia, quando un rivale è in gioco, e soprattutto quando una delle due Mercedes ha un passo superiore, il team interverrà. Dopo Barcellona, il costo dell'esitazione è diventato troppo evidente per essere ignorato.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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