São Paulo Grand Prix — Qualifying

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Notizie

Piloti Aston Martin limitati a 25 giri: le vibrazioni Honda rischiano danni nervosi permanenti

La campagna F1 2026 di Aston Martin parte in piena crisi: le forti vibrazioni della power unit Honda costringono Fernando Alonso e Lance Stroll a limitare gli stint per evitare possibili danni nervosi permanenti alle mani, mentre la causa resta irrisolta.

Piloti Aston Martin limitati a 25 giri: le vibrazioni Honda rischiano danni nervosi permanenti
© Formula 1 via Getty Images

La partnership Aston Martin-Honda è precipitata in piena zona crisi prima ancora che la stagione 2026 iniziasse. In una rivelazione clamorosa di giovedì, alla vigilia del Gran Premio d’Australia, il team principal Adrian Newey ha svelato che i piloti Fernando Alonso e Lance Stroll devono sottostare a restrizioni sulla distanza di gara per timori di danni ai nervi—una situazione senza precedenti nella Formula 1 moderna.

L’incubo delle vibrazioni

Il responsabile è un livello di vibrazioni fuori dal comune proveniente dalla nuova power unit Honda, che durante i test pre-stagionali a Barcellona e in Bahrain ha danneggiato il sistema batteria. Tuttavia, il danno meccanico impallidisce rispetto alla minaccia fisiologica per i piloti. Secondo Newey, Alonso ritiene di non poter completare in sicurezza più di 25 giri consecutivi senza rischiare danni nervosi permanenti alle mani, mentre la soglia di Stroll è ancora più bassa: appena 15 giri.

"La vibrazione viene trasmessa fino alle dita del pilota", ha spiegato Newey, descrivendo un problema che va ben oltre le tipiche preoccupazioni di affidabilità.

La causa resta sfuggente

A rendere questa crisi particolarmente inquietante è il fatto che né Honda né Aston Martin abbiano individuato una soluzione definitiva. L’indagine Honda ha rivelato che vibrazioni anomale originate dal V6 a combustione danneggiano il sistema batteria, ma il problema nasce da una complessa interazione tra più componenti, non da un singolo guasto.

"Se la causa fosse riconducibile con precisione a qualcosa come il cambio o il motore, sarebbe molto più semplice intervenire", ha spiegato Ikuo Takeishi, responsabile del reparto corse a quattro ruote di Honda. "Tuttavia, sospetto che più componenti stiano interagendo generando la vibrazione".

I test al banco durante il weekend del GP d’Australia hanno portato solo a una mitigazione parziale. Se da un lato Honda è riuscita a ridurre le vibrazioni che arrivano alla batteria, dall’altro il telaio—una struttura in carbonio naturalmente rigida e con smorzamento minimo—continua a trasmettere oscillazioni pericolose direttamente ai piloti.

Un’eco familiare

La situazione richiama in modo inquietante l’incubo Honda del 2017 con McLaren, quando problemi di vibrazioni, causati da discrepanze tra simulazione e condizioni reali, condizionarono l’intera stagione.

Newey resta ottimista sul potenziale prestazionale intrinseco della vettura, ma riconosce la realtà immediata: Aston Martin deve operare con vincoli operativi severi. Il team si aspetta che entrambe le auto possano completare solo distanze di gara limitate prima di un possibile ritiro, alterando radicalmente strategia e aspettative per l’esordio stagionale.

Con Honda impossibilitata a far girare la power unit al regime massimo e con la causa alla radice ancora non identificata, Newey punta a ridurre le vibrazioni prima che la stagione arrivi al gran premio di casa Honda a Suzuka, con la speranza di tornare pienamente competitivi entro quella data.

Questa situazione senza precedenti—in cui le preoccupazioni per la sicurezza dei piloti prevalgono sulle ambizioni prestazionali—sottolinea la posta in gioco della nuova formula regolamentare della F1 e la precarietà delle partnership costruite su fondamenta poco affidabili.

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