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Le partenze brucianti della Ferrari hanno un costo, e il team ne è consapevole.
Le brillanti partenze della Ferrari nel 2026 derivano da un design del turbocompressore più compatto, ma questo sta penalizzando la scuderia in termini di cavalli e velocità massima. È prevista una revisione, ma i compromessi rimangono.
La Ferrari è stata una delle squadre più reattive allo spegnimento dei semafori nel 2026, ma la filosofia progettuale alla base delle loro partenze fulminee sta iniziando a richiedere un ripensamento strategico. La Scuderia sta valutando se ricalibrare una scelta ingegneristica deliberata che, finora, ha offerto loro un'arma formidabile in avvio di gara, a scapito però delle prestazioni pure in rettilineo.
Il termine è stato coniato dal commentatore di Sky Sports David Croft durante i test invernali e si è rivelato straordinariamente accurato. Gli scatti della Ferrari sono stati costantemente eccellenti nei round di apertura del 2026, con il team che ha accumulato un totale di 21 posizioni guadagnate al primo giro, Sprint incluse. Solo la Williams ha fatto meglio, con 22, sebbene i loro guadagni siano accompagnati dall'importante avvertenza di partire abitualmente molto più indietro in griglia.

I risultati sono stati evidenti. Charles Leclerc ha strappato il comando alla Mercedes sia in Australia che a Miami, mentre Lewis Hamilton è passato brevemente al comando in Cina. La fase di avvio della Ferrari è stata una vera risorsa competitiva in un'era in cui il primo giro può definire l'esito di una gara.
La radice delle eccezionali partenze della Ferrari risiede in una scelta deliberata nel design del turbocompressore. Secondo Motorsport Italia, il team ha optato per un turbo più piccolo, con un diametro di circa 10 mm inferiore rispetto alle unità montate sulle power unit Red Bull e Mercedes. Il design più compatto richiede meno preparazione durante la procedura di griglia, il che si traduce direttamente in partenze più pulite e potenti.
Oltre alle partenze stesse, il turbo compatto offre un vantaggio secondario: un miglior recupero di energia della batteria a regimi motore più bassi, un vantaggio significativo nell'ambiente normativo ad alta intensità energetica del 2026.

Ma ogni compromesso ingegneristico ha un costo, e quello della Ferrari è sempre più evidente. I dati del team mostrano che il design del turbo sta costando circa sette cavalli ai regimi più alti, riducendo direttamente la velocità massima in pista.
Questo deficit in rettilineo non sta passando inosservato. Come ha riconosciuto lo stesso Charles Leclerc, il percorso di aggiornamento della Ferrari deve essere quasi perfetto per rimanere competitivi ai vertici, e la situazione del turbo aggiunge un ulteriore livello di urgenza a questa sfida di sviluppo.
Parlando con diverse testate, tra cui ESPN, dopo il Gran Premio di Miami, Lewis Hamilton, sesto al traguardo, è stato schietto riguardo al deficit riscontrato durante la gara. Hamilton ha segnalato ripetutamente una mancanza di potenza, sebbene valga la pena notare che queste lamentele fossero probabilmente legate al dispiegamento della batteria piuttosto che al motore a combustione interna stesso.

Guardando al Gran Premio del Canada, una delle sedi più sensibili alla potenza dell'intero calendario di Formula 1, Hamilton è stato misurato ma diretto su ciò che deve cambiare.
"Non vedo l'ora, ma dobbiamo vedere se riusciamo a ridurre un po' di drag prima della prossima gara," ha detto. "Perché in rettilineo abbiamo quel deficit, quindi dobbiamo analizzare la situazione."
Si ritiene che la Ferrari stia pianificando una revisione del turbocompressore come parte del loro programma di sviluppo del motore in corso. L'intenzione è quella di "rinunciare a qualcosa in accelerazione" per recuperare il tempo perso sui rettilinei, un compromesso netto che, secondo i dati del team, porterà benefici complessivi con il progredire della stagione.

Fondamentalmente, il team non ha intenzione di abbandonare del tutto il concetto del turbo più piccolo. La revisione manterrà la filosofia di base, riducendo al contempo il divario prestazionale sui rettilinei che i rivali hanno identificato come la debolezza più evidente della Ferrari. L'urgenza di tale aggiustamento probabilmente crescerà man mano che team come la Mercedes lavoreranno per risolvere le partenze incostanti che sono costate loro punti nei primi round.
È un delicato atto di equilibrio, che sottolinea la pressione più ampia che la Ferrari sta affrontando. L'ex ingegnere di pista della Ferrari Rob Smedley ha avvertito che la Scuderia rischia di finire in un dannoso "loop negativo" se la loro traiettoria di sviluppo non porterà i guadagni attesi. Ottenere la giusta revisione del turbo sarà solo un tassello di un puzzle ingegneristico molto più grande che il team deve risolvere se vuole rimanere un vero contendente al titolo.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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