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Gabriele Minì ha trasformato la costanza in una concreta candidatura al titolo di Formula 2 nel 2026, nonostante la pressione derivante da una difficile stagione d’esordio. Dopo nove appuntamenti, il pilota di MP Motorsport è secondo in classifica con 147 punti, 20 in meno del leader Nikola Tsolov.
La sua stagione si è distinta più per l’affidabilità che per il dominio assoluto. Minì è andato a punti in 16 delle 18 gare disputate, conquistando due vittorie e nove podi: nessun altro pilota in griglia ne ha ottenuti così tanti. Un rendimento che lo ha mantenuto saldamente in corsa anche quando MP Motorsport non ha sempre avuto il pacchetto più competitivo.
«Non siamo stati i più veloci, ma abbiamo ottenuto il massimo più di chiunque altro», spiega Minì. «La costanza è sempre davvero, davvero importante. Devi sfruttare al massimo quello che hai per provare a vincere i campionati».

Il ventunenne è approdato in MP per la sua seconda stagione completa in F2, entrando in una nuova squadra e in un ambiente inedito. Si aspettava comunque che il team olandese potesse lottare ai vertici, considerando il suo ottimo rendimento recente nella categoria.
L’ottimismo era accompagnato dalla necessità di reagire dopo il 13° posto ottenuto nel campionato 2025. Minì descrive il trasferimento come un’opportunità, ma anche come una fonte di pressione: l’occasione per dimostrare che la difficile prima stagione non rappresentava fedelmente il suo valore.
Il 2025 era iniziato bene, con la pole position conquistata a Melbourne, prima che una penalità di tre posizioni in griglia e le difficoltà successive ne interrompessero la progressione. La stagione si è conclusa con appena tre podi. Minì ha descritto quell’esperienza come un «effetto valanga», in cui sfortuna, frustrazione ed errori si alimentavano a vicenda.

Minì racconta che Alpine ha continuato a sostenerlo, lavorando su aspetti fondamentali come la frenata, la gestione delle gare e la conservazione degli pneumatici. Il rapporto si è rafforzato nel 2026: l’italiano è atteso al volante di una vettura Alpine nei test ed è sempre più coinvolto nel lavoro al simulatore della squadra di Formula 1.
Il percorso è chiaro nella sua mente: deve vincere. Minì considera ogni pilota del paddock un rivale nella corsa a un’opportunità in F1, senza concentrarsi soltanto sugli altri membri legati ad Alpine, Alexander Dunne e Kush Maini.
«Voglio arrivare alla fine dell’anno e poter dire: “Avrei potuto fare qualcosa di meglio?” No», afferma. Per ora, i suoi risultati suggeriscono che un’esecuzione ragionata — non soltanto la velocità pura — sta mantenendo viva la sua candidatura al titolo. Il suo percorso può essere letto insieme all’analisi di Dino Beganovic sulla sua stagione 2026 in F2, un altro esempio di come i giovani piloti stiano gestendo le difficoltà di una stagione lunga.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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