Alpine: ecco come il dilemma strategico ha causato la sconfitta a Fuji

La ricerca del dominio nel World Endurance Championship si è trasformata in un pomeriggio agrodolce a Fuji, a seguito di una serie di decisioni strategiche che hanno tolto al costruttore francese una vittoria quasi certa. Nonostante l'immenso ritmo mostrato dai prototipi A424 LMDh, il team ha scelto di dare la priorità allo spirito di squadra piuttosto che a una spinta aggressiva individuale, una mossa che ha portato a un secondo posto per un soffio, mancando il gradino più alto del podio.
Un cambio di passo
Per gran parte della gara, la coppia Alpine è sembrata intoccabile, occupando la prima e la seconda posizione all'imbrunire dell'ultima ora. Tuttavia, l'andamento della corsa è cambiato drasticamente a seguito di un violento incidente che ha coinvolto la McLaren LMGT3 #58. Il conseguente periodo di Safety Car, durato quasi 30 minuti, ha offerto un'opportunità d'oro ai concorrenti per reagire.

Mentre la Toyota #8 ha approfittato della situazione con un rifornimento rapido e la scelta di non montare gomme nuove, Alpine ha optato per una via più conservativa. Il team ha deciso di effettuare il pit stop per entrambe le vetture contemporaneamente, montando pneumatici nuovi su entrambe per lo sprint finale. Questa decisione ha di fatto fatto perdere loro la posizione in pista, lasciando l'Alpine #35 in terza posizione e l'Alpine #36, un tempo in testa, in quinta.
Il costo dello spirito di squadra
Il direttore sportivo di Alpine, Nicolas Lapierre, ha ammesso che la decisione è stata presa da lui. Ha spiegato che il team ha dato la priorità al fatto di non "sacrificare" un'auto per favorire l'altra.
“È una sensazione agrodolce perché abbiamo portato l'auto sul podio... Ma ovviamente, avendo avuto le auto in testa per gran parte della gara, è sempre deludente non vincere,” ha dichiarato Lapierre. “Non volevamo sacrificare un'auto, quindi abbiamo portato entrambe in pit contemporaneamente e quindi abbiamo perso tempo e siamo stati sorpassati da alcune vetture.”

Le opzioni tattiche del team sono state ulteriormente complicate dalla disposizione dei box, poiché l'auto #36 era posizionata direttamente dietro la #35. Il pilota Victor Martins ha sottolineato che la decisione di montare le gomme è stata influenzata anche da questa disposizione, spiegando che “non stavamo perdendo tempo a causa della vettura gemella; devi rallentare e poi ripartire.”
Un finale record per distanze minime
Nonostante la perdita di posizione, Martins ha guidato una furiosa rimonta con l'Alpine #36, riuscendo infine a raggiungere la coda della Toyota di Ryo Hirakawa. In quella che è stata la chiusura più combattuta nella storia del WEC, Martins è arrivato a soli 0,591 secondi dalla vittoria.

Mentre l'Alpine #36 ha conquistato un combattutissimo secondo posto, la vettura gemella #35 si è classificata quarta. Nonostante la frustrazione, il team rimane incoraggiato dalle prestazioni, sottolineando che l'auto sembra essere “sui binari” mentre continua a migliorare nel corso della stagione.
