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La FIA ha lanciato un severo avvertimento ai team di Formula 1: qualsiasi tentativo di manipolare il sistema di rilevamento della "partenza a bassa potenza" (low-power start), introdotto di recente per ottenere un vantaggio competitivo, sarà punito con sanzioni severe.
Questo intervento normativo nasce in risposta alle sfide poste dal regolamento sulle power unit del 2026, che prevede una ripartizione al 50-50 tra energia termica ed elettrica. Questa transizione ha portato a situazioni in cui le vetture soffrono di una significativa mancanza di potenza allo spunto, creando scenari pericolosi per l'intero schieramento. In particolare, durante il Gran Premio d'Australia, gara inaugurale della stagione, la partenza lenta di Liam Lawson ha quasi causato un collisione ad alta velocità con l'Alpine di Franco Colapinto, evitata solo grazie ai rapidi riflessi del pilota argentino.
Per mitigare questi rischi, la FIA ha sviluppato un nuovo sistema di rilevamento della partenza a bassa potenza, che sarà testato e analizzato durante l'imminente Gran Premio di Miami. Il sistema è progettato per identificare le vetture che presentano un'accelerazione anormalmente bassa subito dopo il rilascio della frizione.
Qualora il sistema rilevasse tale deficit, attiverà automaticamente l'erogazione dell'MGU-K per garantire che la vettura raggiunga un livello minimo e sicuro di accelerazione. Inoltre, per proteggere il pilota dal rischio di essere tamponato, l'auto attiverà luci lampeggianti sulla carrozzeria posteriore e laterale per avvisare i concorrenti che seguono.
Sebbene queste misure siano state implementate per migliorare la sicurezza, la FIA è stata chiara nel sottolineare che questo non è uno strumento per migliorare le prestazioni. Come spiegato dal direttore FIA per le monoposto, Nikolas Tombazis, il sistema è progettato per trasformare una partenza "disastrosa" in una semplicemente "cattiva", piuttosto che elevare una partenza mediocre a un vantaggio competitivo.

Tombazis ha sottolineato che l'organo di governo sta monitorando la situazione da vicino per garantire che i team non tentino di "aggirare" il sistema.
“Abbiamo chiarito che, innanzitutto, questo non deve essere un meccanismo che possa tentare qualcuno a farlo apposta per trarne vantaggio,” ha dichiarato Tombazis. “Ma se dovessimo notare che, per qualsiasi motivo, ci è sfuggito qualcosa e le persone iniziassero a usarlo per ottenere un vantaggio, allora interverremmo, ovviamente.”
Inizialmente, la FIA aveva preso in considerazione l'idea di imporre un drive-through come penalità per ogni vettura che attivasse il sistema, ma i team hanno sostenuto che un'auto che subisce una tale perdita di potenza si trova già in una posizione compromessa, rendendo superflua un'ulteriore punizione. La FIA ha accettato questa tesi, a condizione che il sistema non venga sfruttato.
Mentre i team si preparano per il Gran Premio di Miami 2026, l'attenzione rimane rivolta alla sicurezza. Tombazis ha confermato che, se questo sistema fosse stato in funzione all'inizio della stagione, sarebbe intervenuto solo in due o tre occasioni, incluso il già citato incidente di Lawson in Australia, ma non si sarebbe attivato in occasione della brutta partenza di Max Verstappen in Cina.
La proposta sarà valutata durante tutto il weekend di Miami, con l'obiettivo di un'implementazione completa per la gara successiva in Canada. Come osservato in una recente analisi riguardante gli affinamenti normativi della F1 per il 2026, la FIA rimane impegnata a bilanciare l'innovazione tecnica con la sicurezza fondamentale dello sport.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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