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Il progetto di Audi in Formula 1 entra in una nuova fase questo fine settimana, con Mattia Binotto che assume ufficialmente il ruolo di team principal dopo l’improvvisa uscita di Jonathan Wheatley.
Wheatley si è dimesso inaspettatamente la scorsa settimana, a meno di un anno dal suo insediamento, tra indiscrezioni su un possibile ritorno nel Regno Unito e con Aston Martin che, secondo quanto riportato, sarebbe interessata ai suoi servizi. La sua uscita arriva dopo appena due gare dall’inizio della stagione e lascia Binotto unico responsabile di una struttura che finora aveva operato con un modello di doppia leadership.
Wheatley e l’ex team principal della Ferrari, Binotto, avevano formato una struttura dirigenziale a due teste all’interno della squadra, destinata a trasformarsi nell’ingresso ufficiale di Audi come team ufficiale nel 2026 dopo l’acquisizione di Sauber. Binotto era stato formalmente nominato da Gernot Döllner, CEO di Audi, come responsabile del progetto F1, con la supervisione della direzione competitiva complessiva.
Ora, dopo l’uscita improvvisa di Wheatley, Binotto assume pienamente il ruolo di team principal — e lo fa in una fase cruciale della stagione.
Audi arriva al terzo appuntamento stagionale a Suzuka dopo un avvio di campionato complicato. Il team ha registrato un mancato avvio sia in Australia che in Cina, evidenziando le difficoltà operative e di affidabilità affrontate finora.
A Melbourne, Nico Hülkenberg non è riuscito a prendere il via, mentre a Shanghai Gabriel Bortoleto non ha potuto iniziare la gara. Hülkenberg si è inoltre ritirato nella Sprint in Cina. Bortoleto è comunque riuscito a conquistare due punti con un nono posto in Australia, offrendo un primo segnale incoraggiante sul potenziale della vettura.
Per Binotto, tuttavia, la priorità è chiara.
"Mentre ci prepariamo al terzo appuntamento della stagione a Suzuka, l’attenzione è sempre più focalizzata su un’esecuzione impeccabile", ha dichiarato.
"Tutti, noi come i nostri rivali, stiamo prendendo confidenza con le nuove monoposto, quindi i margini di errore si riducono. Abbiamo visto segnali incoraggianti in termini di passo nelle prime due gare, ma sappiamo che ci sono ancora aree in cui possiamo migliorare – sia dal punto di vista della performance sia dell’esecuzione."
Binotto ha confermato che il team ha lavorato per risolvere i problemi di affidabilità che hanno condizionato le prime gare, con l’obiettivo immediato di garantire che entrambe le vetture possano completare le gare senza intoppi.
"Abbiamo dedicato tempo ad affrontare i problemi di affidabilità riscontrati in precedenza, con l’intento di assicurarci che non si ripetano e che entrambe le vetture possano disputare l’intera gara senza inconvenienti."
Con il gruppo sempre più compatto man mano che le squadre acquisiscono familiarità con le nuove monoposto, la precisione operativa diventa decisiva. Il messaggio di Binotto è inequivocabile: il progresso non dipende solo dalla velocità pura, ma anche dalla capacità di eliminare gli errori.
"Il percorso continua: ora l’obiettivo è continuare a costruire, continuare a imparare e sfruttare al massimo ogni opportunità."
Mentre Audi si riorganizza sotto una guida unica, Suzuka rappresenta il primo banco di prova per verificare se questa rinnovata attenzione all’esecuzione impeccabile possa tradursi in stabilità — e risultati — in pista.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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