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Mercedes può anche aver dominato la fase iniziale della stagione 2026, ma una debolezza continua a gettare un’ombra su una forma altrimenti autoritaria: le partenze in gara.
Nonostante la prima fila monopolizzata in ciascuna delle prime tre gare e la vittoria in ogni Gran Premio finora disputato, la scuderia di Brackley non è riuscita a trasformare la supremazia in qualifica in un controllo immediato della pista alla Curva 1. Eppure, i dati interni raccolti a Suzuka indicano che la situazione potrebbe essere più sfumata di quanto sembri.
Al Gran Premio del Giappone, Kimi Antonelli è scattato dalla pole position ma è precipitato in sesta posizione già alla prima curva dopo una partenza non brillante. Anche il compagno di squadra George Russell ha perso terreno, scivolando dalla P2 dietro alle McLaren e alle Ferrari.
Un copione già visto. Sebbene Mercedes abbia conquistato le prime due caselle in griglia in tutte e tre le gare fin qui disputate, nessuna delle due vetture è riuscita a presentarsi al comando alla prima curva in nessuna occasione.
Il turbo più compatto della Ferrari ha garantito un vantaggio evidente allo spegnimento dei semafori, consentendo ai suoi piloti di guadagnare lo slancio iniziale decisivo. Il divario è stato particolarmente evidente nella prima fase di accelerazione, quella in cui spesso si decide la posizione in pista.
Suzuka si è poi conclusa con la vittoria di Antonelli — favorita dall’incidente di Ollie Bearman e dalla conseguente safety car — a dimostrazione che Mercedes possiede il passo e la gestione gara per recuperare terreno. Tuttavia, continuare a cedere posizioni in partenza rappresenta una vulnerabilità che non può essere ignorata.

Se l’impressione visiva suggerisce una debolezza strutturale, le cifre interne di Mercedes offrono un quadro più incoraggiante.
Nei test pre-stagionali, il team ha fatto registrare la media migliore nelle partenze in configurazione gara, persino rispetto agli scatti fulminei che avevano fatto parlare di sé in casa Ferrari. Secondo un report di The Race, la partenza negativa di Antonelli in Giappone sarebbe stata «dovuta alle circostanze».
Ancora più significativo, l’analisi GPS indica che la power unit Mercedes è in grado di tenere il passo di Ferrari e McLaren allo spegnimento dei semafori. Il messaggio è chiaro: il problema potrebbe riguardare meno l’hardware tecnico e più l’esecuzione della procedura di partenza.
Una distinzione tutt’altro che marginale. Se il potenziale massimo è già disponibile, serve affinare i dettagli più che reinventare il progetto.
Toto Wolff è consapevole che le partenze sono diventate un tema ricorrente, e l’ex pilota di F1 Jolyon Palmer è stato particolarmente diretto nella sua analisi.
Commentando la partenza del Gran Premio del Giappone sul canale YouTube ufficiale della F1, Palmer ha sottolineato come le Mercedes siano state le uniche tra le prime otto vetture a perdere posizioni rispetto alla qualifica.
«Se guardiamo questo punto, c’è una dinamica interessante: tutte le vetture tra le prime otto sono nella posizione in cui si sono qualificate, tranne le due Mercedes», ha spiegato Palmer.
Ha poi aggiunto: «In generale, Mercedes ha un grosso problema nelle partenze, mentre gli altri sono piuttosto uniformi. Ci sono power unit Mercedes sulle due McLaren, che stanno entrambe guadagnando posizioni, e la partenza di Piastri è stata fulminea.»
«C’è una power unit Mercedes anche sulla Alpine di Gasly e ce ne sono altre nelle retrovie con la Williams. E anche quei piloti riescono regolarmente a scattare bene dalla griglia.»
«Non è solo la power unit Ferrari a essere un razzo. Sì, sono molto forti e costanti in partenza, ma questo è un problema specifico di Mercedes in questo momento.»
L’analisi di Palmer rafforza il punto centrale: il limite non sembra risiedere nella power unit in sé. Altre vetture motorizzate Mercedes partono con efficacia e guadagnano posizioni.

Non ci sono dubbi che Mercedes disponga attualmente del pacchetto complessivamente più competitivo in griglia. Tre pole position, tre prime file monopolizzate e tre vittorie in gara lo dimostrano chiaramente.
Ma in una stagione in cui i dettagli fanno la differenza, perdere ripetutamente posizione allo start introduce un rischio inutile. Suzuka ha mostrato che recuperare è possibile. I dati suggeriscono che gli strumenti sono già a disposizione.
Se l’esecuzione riuscirà ad allinearsi al potenziale, il dominio di inizio stagione di Mercedes potrebbe diventare ancora più netto — e i rivali perderebbero una delle poche finestre di opportunità finora a loro disposizione.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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