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La strategia dei pit stop ha da sempre influenzato l’esito dei Gran Premi di Formula 1. L’Ungheria 2019 resta un caso da manuale: il coraggioso tentativo a una sola sosta di Max Verstappen cedette nel finale all’attacco su due soste di Lewis Hamilton, forte di pneumatici più freschi. La tensione strategica tra gare a una e a due soste ha caratterizzato innumerevoli domeniche.
Finora, però, nel 2026 questo dibattito si è appena intravisto.
Dopo due round del nuovo campionato, sia in Australia sia in Cina la vittoria è andata alla Mercedes con una semplice strategia a una sola sosta. Anche molti dei rivali più diretti hanno seguito la stessa strada, complice un degrado degli pneumatici rivelatosi inferiore con il nuovo e ampio pacchetto regolamentare.
Diversi fattori hanno contribuito a delineare questo scenario.
Pirelli ha introdotto mescole più robuste, riducendo la gamma con l’eliminazione della C6, la più morbida. La selezione 2026 va ora dalla C1 alla C5, montate su pneumatici più leggeri e stretti. Tuttavia, l’impatto maggiore deriva dal profondo cambiamento tecnico dei telai. Il peso minimo regolamentare è sceso di 32 kg, mentre il carico aerodinamico complessivo è stato sensibilmente ridotto.
Il risultato è un minore carico trasmesso agli pneumatici, in particolare nelle curve ad alta velocità. I piloti inoltre ricorrono spesso al lift and coast per preservare l’energia della batteria, dato che le nuove power unit funzionano con una ripartizione quasi 50:50 tra motore termico ed energia elettrica. Tutti questi elementi hanno portato a tempi sul giro più lenti — la pole position in Cina lo scorso anno è stata di 1”423 più veloce rispetto al 2026 — e a una maggiore durata degli pneumatici rispetto alla precedente generazione di monoposto a effetto suolo.

Nonostante la tendenza emersa nelle prime gare, il responsabile motorsport di Pirelli, Mario Isola, sottolinea che il sistema prevede margini di flessibilità.
“L’obiettivo per i nuovi pneumatici era simile a quello dello scorso anno: avere un mix tra una e due soste con tre mescole adatte alla gara,” ha spiegato Isola in Cina.
“Abbiamo lavorato su questo concetto per cercare di ricreare una situazione simile a quella dell’anno scorso, senza conoscere esattamente le prestazioni delle nuove vetture e il modo in cui avrebbero gestito o sfruttato gli pneumatici. C’è un’impronta a terra diversa, una coppia differente, diversi elementi in gioco. Ora abbiamo più dati e credo che, in ogni caso, non siamo stati lontani dalla soluzione ideale né a Melbourne né qui, quindi le scelte per le prime gare restano valide.”
Pirelli continua a raccogliere dati e ha già preso in considerazione eventuali aggiustamenti. In Bahrain, per esempio, inizialmente si prevedeva l’utilizzo delle mescole C1, C2 e C3 sulla base dei test pre-stagionali. Tuttavia, Isola ha osservato che anche un passo più morbido — C2, C3 e C4 — rappresentava un’opzione concreta.
“Valuteremo caso per caso: se su alcuni circuiti sarà necessario andare un passo più morbido, abbiamo la possibilità di modificare la selezione,” ha dichiarato.
Sebbene le squadre abbiano ricevuto una bozza della selezione delle mescole per la stagione, eventuali cambiamenti restano possibili previo accordo con la FIA.
“Possiamo modificare la selezione d’intesa con la FIA, quindi c’è ancora la possibilità di spostarla leggermente verso il lato più duro o, più probabilmente, verso quello più morbido.”

Isola ha riconosciuto alcune somiglianze con il 2017, quando a seguito di importanti cambiamenti regolamentari una strategia a una sola sosta risultò vincente in 13 gare su 20. All’epoca l’aumento della larghezza degli pneumatici incrementò il grip meccanico ma anche la loro durata. Pirelli rispose nel 2018 ampliando la gamma — introducendo la mescola hypersoft — per ampliare le possibilità strategiche.
Per ora, però, Isola ritiene prematuro trarre conclusioni sull’eventuale necessità di una risposta analoga per il 2027.
“C’è anche da considerare che le vetture che vediamo ora potrebbero essere piuttosto diverse da quelle che correranno nella seconda metà della stagione,” ha affermato.
“Questo significa che, se le auto diventeranno molto più veloci, anche lo stress sugli pneumatici aumenterà e la selezione potrebbe rivelarsi ideale. All’inizio il ritmo di sviluppo è molto sostenuto. Lo sappiamo dalle stagioni passate.”
Con lo sviluppo tecnico in piena accelerazione e i team ancora impegnati a sfruttare tutto il potenziale delle nuove regole, il quadro strategico potrebbe evolversi. Per ora il 2026 si è aperto con una tendenza chiara — ma Pirelli mantiene aperte tutte le opzioni nel caso in cui l’equilibrio competitivo della Formula 1 richieda un cambio di rotta.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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