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Il CEO di McLaren, Zak Brown, ha aperto alla possibilità che la scuderia di Woking diventi un costruttore a tutti gli effetti in Formula 1, ma solo a condizione che il piano finanziario per la realizzazione di una power unit competitiva risulti sostenibile.
Le dichiarazioni di Brown arrivano in un momento di crescente fermento attorno a un possibile stravolgimento dei regolamenti sui motori. Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha recentemente espresso il proprio sostegno a un ritorno ai motori V8, con una minore dipendenza dall'energia elettrica, già a partire dalla stagione 2030. Diversi costruttori hanno reagito positivamente all'idea, attratti dalla prospettiva di un concetto di motore più rumoroso e semplice, capace di offrire uno spettacolo più coinvolgente per i tifosi.
Per McLaren, attualmente fornita da Mercedes, l'ipotesi di procedere in autonomia nel campo delle power unit non viene esclusa. "Penso che se si arrivasse a un regolamento motoristico finanziariamente sostenibile, allora sì, prenderemmo in considerazione sia l'idea che la tecnologia", ha dichiarato Brown a SBJ. "Detto questo, non potremmo essere più felici con Mercedes. Se ci venisse presentata un'opportunità che abbia senso dal punto di vista economico, allora la valuteremo".
Il messaggio è chiaro: il rapporto tra McLaren e Mercedes rimane solido e non c'è alcuna urgenza di cambiare rotta. Tuttavia, l'idea che un regolamento motoristico più accessibile possa attirare nuovi costruttori — o spingere gli attuali team clienti a diventare indipendenti — aggiunge una dimensione interessante al dibattito normativo. Anche Stefano Domenicali ha espresso il suo pieno sostegno al concetto di motore V8, segnalando che l'idea ha un peso notevole ai vertici della governance della Formula 1.
La discussione sul regolamento motoristico si inserisce in un'ondata di critiche da parte dei piloti rivolte alle attuali power unit introdotte in questa stagione. Una lamentela ricorrente riguarda il senso di impotenza nei duelli ruota a ruota, con i sorpassi sempre più dettati da quale pilota arrivi in rettilineo con più energia elettrica residua, piuttosto che dal puro talento in pista o dal grip meccanico.

Brown, tuttavia, ha respinto l'idea che lo spettacolo in pista ne stia risentendo. "Le gare sono fantastiche; se non ascoltassi i piloti e guardassi solo la TV, il prodotto televisivo sarebbe ottimo", ha affermato. "Ci sono sorpassi, cinque diversi leader a Miami, manovre per la testa della corsa, quindi penso che i fan che guardano la gara pensino: 'Che gara dannatamente emozionante'".
È una distinzione che vale la pena notare: il divario tra ciò che i piloti percepiscono nell'abitacolo e ciò che gli spettatori vedono dalle tribune o dai loro schermi. Brown sembra convinto che, almeno dal punto di vista della trasmissione, lo spettacolo regga e che i problemi iniziali siano una parte naturale di qualsiasi transizione verso nuove tecnologie.
"Penso che sia quello che succede con ogni nuova tecnologia. L'abbiamo già visto a Miami. Abbiamo visto che i piloti si stanno, A, abituando di più e, B, le regole si stanno affinando", ha aggiunto Brown. "Forse non arriveremo a una situazione perfetta, ma c'è sempre stata la gestione delle regole, la gestione degli pneumatici [e] ora c'è la gestione della batteria".

L'approccio è quello di un'evoluzione piuttosto che di un'emergenza. Brown traccia un parallelo con le discipline di gestione che i piloti sono sempre stati chiamati a padroneggiare — carichi di carburante, degrado degli pneumatici, strategie di deployment — e inquadra la gestione della batteria semplicemente come l'ultima variabile da integrare nell'arte della moderna Formula 1.
Resta da vedere se il resto del paddock condivida questa serenità. Ma con il dibattito sul regolamento motoristico ormai in pieno svolgimento, e figure come Brown che segnalano un'apertura condizionata alla costruzione di una power unit McLaren, il prossimo ciclo normativo potrebbe ridisegnare il panorama competitivo della Formula 1 in modo più drastico di quanto visto negli ultimi anni.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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