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La nuova era tanto attesa in casa Aston Martin è invece iniziata sotto una nube di incertezza, con crescenti dubbi interni sul fatto che la monoposto 2026 del team sia strutturalmente risolvibile.
Dopo l’arrivo di Adrian Newey e una nuova partnership ufficiale con Honda, le aspettative erano di un deciso passo avanti. Invece, la AMR26 ha avuto un avvio di stagione deludente, lasciando sia Fernando Alonso sia Lance Stroll in difficoltà nell’estrarre prestazione.
Al centro del problema c’è una vettura che appare profondamente in crisi — e, secondo alcuni, forse viziata fin dall’inizio.

Le indiscrezioni emerse in questa stagione hanno evidenziato forti vibrazioni del motore Honda, un problema che ha aggravato le difficoltà iniziali della squadra. Inoltre, circolano dubbi sul fatto che il telaio progettato da Newey, tanto atteso, sia solido quanto si pensasse inizialmente.
Lo stesso Newey avrebbe riconosciuto che alcune carenze della monoposto sono di sua responsabilità — un’ammissione significativa, considerando il peso delle aspettative legate al suo arrivo.
L’ex ingegnere di Formula 1 Toni Cuquerella ha espresso una valutazione particolarmente netta parlando con il quotidiano spagnolo Marca. Secondo lui, Aston Martin ha deliberatamente scelto la strada più complessa verso il successo — e ora potrebbe pagarne il prezzo.
«Aston Martin ha scelto la via complicata, difficile, puntando in alto. Non è il percorso semplice di un team cliente, che acquista telaio o motore», ha dichiarato Cuquerella.
«Hanno scelto un progetto proprio, ingaggiando persone di talento e sviluppando un motore dedicato. È complesso, ma ambizioso, molto ambizioso.»
Tuttavia, l’affermazione più sorprendente riguarda l’entità dei problemi attuali.
«Ma allo stesso tempo, nemmeno loro sanno se i problemi siano risolvibili. Neppure all’interno di Aston Martin lo sanno. Il progetto era così difettoso fin dall’inizio che stanno tappando falle invece di migliorare la macchina.»
Una valutazione che delinea non semplici difficoltà di sviluppo progressivo, ma una vettura che potrebbe richiedere correzioni strutturali ben più profonde.

Nonostante l’inizio complicato, c’è chi invita alla pazienza.
Il campione del mondo 2009 Jenson Button ha adottato un tono più ottimista in un’intervista a Diario AS, sottolineando come diverse partnership chiave all’interno del team siano ancora agli inizi.
«La partnership tra Aston Martin e Honda è molto recente, così come quella con Newey», ha spiegato Button.
«Ci sono molti elementi da mettere insieme, e questo non avviene da un giorno all’altro; serve tempo. Tutti sono consapevoli di ciò che questa squadra potrà fare in futuro.»
Secondo Button, il potenziale a lungo termine resta significativo.
«Questo è il team che in futuro può entrare stabilmente tra i primi quattro. È questo. È difficile dire quando, e non sono la persona giusta per rispondere. Non conosco i dettagli. Non accadrà in tre gare, ma il tempo vola. Sembrerà che sia successo dall’oggi al domani.»
Per ora, Aston Martin spera che la pausa attuale della Formula 1 rappresenti un’opportunità preziosa per riorganizzarsi. Con il Gran Premio di Miami in programma il prossimo mese, la squadra è chiamata a dimostrare che le debolezze della AMR26 non sono irreversibili — e che il progetto ambizioso resta sulla rotta giusta, anziché irrimediabilmente fuori strada.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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