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L’ex pilota di Formula 1 David Coulthard ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla scelta della FIA di non intervenire dopo che Max Verstappen ha chiesto a un giornalista britannico di lasciare una sessione con i media durante il Gran Premio del Giappone.
L’episodio, avvenuto a Suzuka nel corso di un incontro con la stampa nell’area hospitality della Red Bull, ha visto il quattro volte campione del mondo rifiutarsi di iniziare la sessione finché il giornalista non avesse lasciato la sala. Secondo Coulthard, il silenzio dell’organo di governo su quanto accaduto è stato degno di nota.
Le tensioni tra Verstappen e Giles Richards del Guardian risalivano a un precedente scambio avvenuto al Gran Premio di Abu Dhabi 2025, ultimo appuntamento della stagione. In quell’occasione, Verstappen aveva perso il titolo per soli due punti a favore di Lando Norris.
Richards aveva chiesto a Verstappen di commentare un contatto con George Russell avvenuto all’inizio della stagione, che potrebbe aver inciso sulla classifica finale. L’olandese aveva replicato con fermezza.
«Ti dimentichi di tutto il resto che è successo nella mia stagione. L’unica cosa che citi è Barcellona. Sapevo che sarebbe saltata fuori», aveva dichiarato Verstappen.
«Adesso mi stai facendo un sorrisetto stupido. Non lo so. Sì, fa parte delle corse alla fine. Si vive e si impara. Il campionato si decide su 24 gare. Nella seconda metà ho anche ricevuto parecchi regali di Natale anticipati, quindi si può discutere anche di quello».
Quando i due si sono ritrovati in Giappone, Verstappen ha chiarito di non voler proseguire l’incontro se Richards fosse rimasto presente.

Intervenendo al podcast Up To Speed, Coulthard ha offerto una valutazione equilibrata ma critica delle azioni di Verstappen.
«Io la vedo così: probabilmente, ripensandoci, Max non si sentirà del tutto a posto con quanto accaduto perché, anche se ha assolutamente ragione — non è obbligato a rispondere a una domanda — è comunque insolito chiedere a qualcuno di lasciare quell’ambiente», ha detto Coulthard.
Ha poi messo in discussione l’assenza di una reazione da parte della FIA.
«E in effetti sono un po’ sorpreso che la FIA non abbia preso posizione. Non ho visto alcun richiamo ufficiale, perché in fondo se avesse detto una parolaccia lì dentro, sarebbe stato multato».
Per Coulthard, la questione non riguarda tanto il diritto di Verstappen di non rispondere, quanto il precedente che si crea allontanando un giornalista da un contesto ufficiale.

Richiamando la propria esperienza, Coulthard ha riflettuto sulla difficoltà per i piloti di non prendere sul personale critiche insistenti o particolarmente pungenti.
«È molto difficile non prenderla sul personale. Sono sicuro che non guardi i commenti sui social: ci sarà chi ti adora e chi semplicemente non ti sopporta, ed è così che va».
Ha riconosciuto che essere messi ripetutamente sotto accusa per determinate debolezze può diventare logorante, anche quando le domande sono legittime.
«Anch’io ho ricevuto critiche e c’era sempre un tema ricorrente: ad esempio, se mettevano in discussione la mia velocità in qualifica, era una domanda legittima, ma non era facile sentirsi fare la stessa domanda ancora e ancora».
Coulthard ha ribadito che i giornalisti hanno il diritto di raccontare e analizzare ciò che vedono, ma ha sottolineato che i piloti non sono immuni al peso emotivo dell’esposizione pubblica.
«È un loro diritto, come giornalisti, dire ciò che vedono. Ma è difficile non prenderla sul personale. E nessun pilota è esente da questo».
Ha citato l’astro nascente Kimi Antonelli come esempio di quanto rapidamente possano cambiare le narrazioni.
«In questo momento Kimi Antonelli sta ricevendo solo elogi. Tutti lo adorano… Ma così come oggi viene osannato, in futuro arriveranno anche le critiche, soprattutto se commetterà qualche errore».
Coulthard ha anche ricordato una frase particolarmente tagliente scritta su di lui durante la sua carriera.
«Ricordo un giornalista che scrisse: “David ha una straordinaria capacità di parlare dell’incidente come se non fosse lui a guidare la macchina in quel momento”. E mi colpì molto, perché evidentemente pensava che stessi sempre cercando scuse».
Pur avendo poi chiarito la questione in privato, quell’episodio dimostrò quanto certe critiche possano lasciare il segno.
«Ma è duro accettare critiche pubbliche di quel tipo».

Le parole di Coulthard inquadrano l’episodio di Suzuka in una tensione più ampia tra i piloti di vertice e l’attenzione mediatica che li accompagna. Se da un lato Verstappen poteva ritenersi nel suo diritto di non interagire, dall’altro l’assenza di una risposta visibile da parte della FIA ha lasciato alcuni osservatori, tra cui lo stesso Coulthard, a interrogarsi su dove si collochino i limiti in un ambiente mediatico così rigidamente regolamentato come quello della Formula 1.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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