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L’ottava stagione di Drive to Survive su Netflix ha sollevato il velo sulle difficoltà interne di Alpine durante la campagna 2025, immortalando un momento scomodo tra Flavio Briatore e Franco Colapinto che ha acceso parecchie discussioni nel paddock. Lo scambio, andato in onda nel secondo episodio della serie dedicato al rebus del secondo pilota in Alpine, ha mostrato senza filtri la frustrazione di Briatore per le difficoltà iniziali dell’argentino dopo la promozione a metà stagione da pilota di riserva a titolare.
Nella scena, Briatore ha espresso un giudizio tagliente: "Non me ne frega un c---o, OK? Decido io cosa faccio. Decido io. Il problema sei tu, devi capirlo. Devi migliorare le tue prestazioni. È fondamentale." La reprimenda, così diretta, ha messo in evidenza la pressione crescente su Colapinto, chiamato a portare risultati immediati al fianco del compagno più esperto Pierre Gasly.
Invece di irrigidirsi di fronte alle critiche o scaricare le responsabilità, Colapinto ha mostrato una notevole maturità nel commentare l’episodio alla vigilia del GP d’Australia, gara inaugurale della stagione 2026. Il 22enne ha raccontato di non aver seguito la serie in modo approfondito, preferendo concentrarsi su ciò che fa in pista e nel paddock piuttosto che sulle narrazioni mediatiche.
Soprattutto, Colapinto ha difeso l’approccio di Briatore con una franchezza rispettosa: "Quando mi urla contro, di solito c’è un motivo." Una frase che racchiude una verità di fondo del motorsport d’élite: le critiche della leadership, per quanto possano sembrare dure a chi guarda da fuori, nascono quasi sempre da reali esigenze di performance più che da questioni personali.
Il punto di vista di Colapinto offre uno spaccato interessante sulla collaudata metodologia gestionale di Briatore. Il consulente esecutivo di Alpine ha riconosciuto che, pur essendo uno stile lontano dai canoni manageriali più tradizionali, il 67enne può contare su un curriculum che parla da sé. "È stato un grande leader, è un grande uomo d’affari, ha avuto enorme successo in ogni settore in cui ha lavorato e riesce a far rendere le persone," ha osservato Colapinto.
Una descrizione che si inserisce perfettamente nella storia di Briatore in Formula 1: alla guida di Benetton e Renault ha ottenuto risultati da titolo imponendo standard elevati e una responsabilità senza sconti. Il suo ritorno in Alpine, in un ruolo di consulenza strutturato, segnala la determinazione del team a ritrovare credibilità competitiva dopo la turbolenta stagione 2025.
L’osservazione più profonda di Colapinto riguarda il peso psicologico enorme che grava su chiunque lavori in una struttura di Formula 1. "È molto difficile per le persone capire quanta pressione ci sia, e quanta pressione abbia addosso chiunque, durante un weekend di gara, in un team corse," ha spiegato. Un riconoscimento che riflette la sua evoluzione come pilota: dal rookie dagli occhi pieni di stupore che aveva conquistato il pubblico con l’inaspettato debutto in Williams nel 2024, a un professionista più consapevole e “filosofico”, capace di muoversi dentro l’ecosistema spietato di questo sport.
Con l’avvio della campagna 2026, la disponibilità di Colapinto ad accettare una leadership esigente senza mettersi sulla difensiva potrebbe rivelarsi importante quanto le sue prestazioni in pista nel determinare il suo futuro in Alpine.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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