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L’ex pilota di Formula 1 Juan Pablo Montoya ha difeso con decisione la legalità della power unit Mercedes, mentre le squadre rivali continuano a metterne in dubbio la conformità ai regolamenti del 2026.
In base alle norme attuali, la power unit deve funzionare con un rapporto di compressione obbligatorio di 16:1 per superare i controlli FIA durante i weekend di Gran Premio. Mercedes rispetta questo requisito nelle verifiche ufficiali, effettuate quando il motore si trova a temperatura ambiente.
La controversia, però, riguarda ciò che accade una volta che la vettura scende in pista.
Si ritiene infatti che il motore Mercedes sia in grado di operare con un rapporto di compressione di 18:1 in condizioni di gara, una caratteristica che garantirebbe una maggiore efficienza nelle curve lente e di media velocità. Sebbene la FIA abbia dichiarato legale la power unit del team di Brackley secondo le procedure attuali, l’organo di governo ha risposto alle preoccupazioni introducendo nuove misure.
A partire dal 1° giugno, la FIA inizierà a controllare i rapporti di compressione a 130°C, una modifica pensata per eliminare qualsiasi discrepanza tra i test statici e le reali temperature di esercizio. Se un motore funzionasse a 18:1 in queste condizioni più elevate, sarebbe rilevabile — costringendo di fatto tutti i team a rimanere entro la soglia del 16:1 durante le verifiche.

Per Montoya, le critiche delle squadre rivali non colgono il punto.
Interpellato sulle questioni legate alla legalità della power unit Mercedes, ha dichiarato a RacingNews365:
"Per me è un po’ assurdo dire che non sia nei regolamenti."
"Se la regola dice [che bisogna] misurare a questa temperatura e tu misuri a quella temperatura, e il motore viene considerato legale, questo è ciò che prevede la norma."
Il colombiano ha sostenuto che l’innovazione — anche quando spinge ai limiti del regolamento — è nel DNA competitivo della Formula 1.
"È questa la bellezza della F1: trovare modi per interpretare le regole al limite, trovare soluzioni migliori degli altri e scoprire cose che nessun altro riesce a fare."
È stato altrettanto diretto nel suo messaggio ai concorrenti che si lamentano:
"E se vi state lamentando di questo, invece di protestare, perché non provate a farlo anche voi?"
La posizione di Montoya è chiara: se Mercedes ha superato i controlli previsti dal regolamento, la risposta per gli avversari non è la protesta — ma l’innovazione.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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