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Lewis Hamilton ha iniziato la stagione di Formula 1 2026 con un livello di fiducia che era completamente assente durante il suo tormentato primo anno in Ferrari.
Dopo aver definito il 2025 la sua «peggior stagione di sempre», il sette volte campione del mondo ha preso una decisione chiara: fare in modo che la storia non si ripetesse. Dopo tre gare del nuovo campionato, i segnali che il reset stia funzionando sono già evidenti — anche se il quadro completo è ancora in evoluzione.
La stagione d’esordio di Hamilton con la Ferrari nel 2025 si è rivelata profondamente frustrante. Per la prima volta in carriera, non è riuscito a conquistare nemmeno un podio in un intero campionato. I 156 punti raccolti in 24 gare rappresentano il suo bottino più basso nell’era del sistema di punteggio introdotto nel 2010.
In seguito ha definito quell’anno un «incubo», ammettendo le difficoltà di adattamento sia ai metodi di lavoro della Ferrari sia all’ultima monoposto dell’era a effetto suolo. La SF-25 non gli ha mai permesso di sentirsi pienamente in sintonia con la vettura, e i risultati hanno rispecchiato questa mancanza di feeling.
L’arrivo del nuovo regolamento tecnico del 2026, però, ha offerto ad Hamilton e alla Ferrari una pagina bianca da cui ripartire.

Determinato a non iniziare un nuovo ciclo regolamentare in salita, Hamilton ha stretto durante l’inverno quello che è stato definito un «patto d’acciaio» con la Ferrari. Secondo Formula Technica, si sarebbe spinto «ben oltre» l’impegno normalmente richiesto a un pilota di F1.
In un gesto emblematico di dedizione, Hamilton avrebbe parcheggiato il suo motorhome all’interno del circuito di prova di Fiorano, scegliendo una sorta di isolamento volontario. L’obiettivo era chiaro: immergersi completamente nel progetto 2026.
Vivendo di fatto a Fiorano, ha trascorso ore interminabili al simulatore e in riunioni tecniche approfondite con gli ingegneri a Maranello. Le notti erano dedicate a estenuanti sessioni al simulatore, con l’intento di lasciare la propria impronta nel DNA della SF-26.
Un approccio che sembra già dare i suoi frutti. Hamilton è apparso decisamente più a suo agio con la SF-26 rispetto alla sua predecessora, segno che l’immersione invernale si è tradotta in una connessione tecnica più solida con la monoposto.

L’avvio del 2026 non è stato impeccabile. Hamilton ha chiuso sesto in Giappone, a dimostrazione che sia lui sia la Ferrari hanno ancora margini di miglioramento.
Eppure, nelle prime gare in Australia, Cina e Giappone, Hamilton sarebbe arrivato con una fiducia «nettamente» superiore rispetto a qualsiasi momento del 2025.
La Cina ha rappresentato una tappa simbolica. Hamilton ha conquistato il suo primo podio in un Gran Premio con la Ferrari grazie al terzo posto, dopo aver ottenuto un’altra P3 nella Sprint. Un risultato concreto che premia il lavoro svolto in inverno e un segnale chiaro che il nuovo inizio è reale.
Il Giappone, però, ha ricordato quanto la continuità sia ancora l’obiettivo principale. Eddie Irvine ha osservato che Hamilton non può «dare per scontato» di essere tornato al suo massimo livello, sottolineando come Charles Leclerc lo abbia «messo in ombra» per tutto il weekend di Suzuka. Il britannico è apparso visibilmente abbattuto, con l’entusiasmo della Cina affievolito da un fine settimana più complicato.

Ferrari e Hamilton si preparano ora a una pausa prolungata prima del Gran Premio di Miami, in programma dall’1 al 3 maggio. Una sosta che offre un’opportunità preziosa per ricostruire slancio e consolidare le basi gettate durante l’inverno.
Dopo tre gare del 2026, la traiettoria è indiscutibilmente più positiva rispetto a un anno fa. L’isolamento di Hamilton a Fiorano ha simboleggiato la volontà di non scivolare in un’altra stagione anonima. Il podio in Cina suggerisce che l’investimento sta già dando i suoi frutti.
Ma se il 2025 è stato un incubo, il 2026 resta un progetto di ricostruzione — un percorso che richiede ancora precisione, pazienza e conferme nel tempo.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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