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La stagione di Formula 1 2026 è esplosa ad Albert Park e, se la seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Australia è un indizio, ci aspetta un anno di drammi imprevedibili e distacchi al limite del nulla. Sotto il sole brillante di Melbourne, l’eroe di casa Oscar Piastri ha mandato in delirio il pubblico conquistando la vetta della classifica, segnale che la McLaren potrebbe essere molto più vicina alla testa di quanto temesse inizialmente.
La sessione è stata un frenetico concentrato di 60 minuti che ha messo in luce le difficoltà introdotte dal regolamento tecnico 2026. Con livelli di carico aerodinamico inferiori in ingresso curva e un asfalto pronto a punire il minimo errore, i migliori piloti del mondo sono apparsi in lotta con le proprie monoposto, finendo spesso sull’erba e nelle vie di fuga in ghiaia che costeggiano il tracciato da 5,303 km. Tra problemi di affidabilità e uscite ad alta velocità, le FP2 hanno offerto un quadro completo dei rapporti di forza e degli ostacoli che i team devono superare prima delle qualifiche di sabato.

Non c’è atmosfera paragonabile ad Albert Park quando un pilota australiano è nelle posizioni di vertice, e Oscar Piastri ha dato ai tifosi esattamente ciò che volevano. Dopo delle FP1 piuttosto in sordina, condizionate da una perdita di potenza nelle fasi iniziali, il pilota McLaren ha trovato il ritmo nel pomeriggio. Il suo 1:19.729 è stato un capolavoro di precisione, rendendolo l’unico a scendere sotto il muro dell’1’20 durante la sessione.
La McLaren era arrivata al weekend con cautela, con persone del team che suggerivano di essere “mezzo passo indietro” rispetto a Ferrari e Red Bull. Eppure, la prestazione di Piastri con le gomme soft ha raccontato un’altra storia. Anche se i carichi di benzina restano la grande incognita del venerdì, la compostezza della MCL62 attraverso la chicane veloce delle curve 9 e 10 ha suggerito una vettura ben bilanciata e pronta a lottare per la prima fila.
Lando Norris, sull’altra McLaren, ha chiuso la sessione al settimo posto. La giornata di Norris è stata decisamente più complicata: ha saltato gran parte delle FP1 per una sostituzione precauzionale del cambio. Il suo miglior giro, 1:20.794, è arrivato nel finale e, pur essendo a un secondo dal compagno, era evidente che l’obiettivo fosse recuperare chilometraggio più che cercare la simulazione qualifica.

La lotta alle spalle di Piastri è stata incredibilmente serrata, con Mercedes e Ferrari quasi inseparabili. Kimi Antonelli, il giovane fenomeno in Mercedes, ha zittito ogni dubbio chiudendo P2, a soli due decimi da Piastri. L’ascesa di Antonelli è stata meteoritica e la prestazione di oggi ha mostrato una maturità che va ben oltre la sua età. Subito dietro si è piazzato il compagno George Russell in P3, capace di riprendersi dopo una prima escursione nella ghiaia e fermare il cronometro sull’1:20.049.
La Mercedes è sembrata “nascondere” qualcosa nella sessione del mattino, ma nelle FP2 ha alzato decisamente il ritmo. La W17 è apparsa particolarmente forte con le gomme soft, anche se la sessione di Russell non è stata priva di polemiche. Un episodio in pit lane con Arvid Lindblad della Racing Bulls ha visto Russell riportare danni all’ala anteriore dopo un fraintendimento sulle priorità in corsia box. «Questo mi ha appena colpito l’ala anteriore!» ha sbottato Russell via radio, un incidente che i commissari hanno segnalato per un’indagine dopo la sessione.
La Ferrari, che aveva chiuso al comando le FP1 con Charles Leclerc, è rimasta pienamente in corsa. Lewis Hamilton, al suo primo weekend di gara ufficiale con la Scuderia, ha terminato P4, a un solo millesimo da Russell. L’adattamento di Hamilton alla Ferrari sembra procedere rapidamente, anche se ha vissuto un brivido quando ha dovuto evitare una Franco Colapinto molto lento. «Una macchina che va incredibilmente piano sul rettilineo dei box», ha riferito Hamilton, sottolineando i problemi di gestione del traffico che spesso affliggono il circuito stretto di Melbourne. Leclerc ha chiuso P5, concentrandosi soprattutto sui long run nella parte finale dell’ora.
Mentre i rivali trovavano prestazione, la Red Bull Racing ha vissuto un pomeriggio difficile. Max Verstappen, campione in carica, ha visto la sua sessione condizionata sia da problemi meccanici sia da un errore di guida. Nelle fasi iniziali, la RB22 di Verstappen si è fermata in fondo alla pit lane per un sospetto guasto alla power unit, costringendo i meccanici a riportarla ai box a spinta per le riparazioni.
Una volta tornato in pista, la fortuna di Verstappen non è migliorata. Un violento sovrasterzo lo ha spedito nella ghiaia, causando danni visibili al fondo vettura. «Qualcosa è volato via dalla macchina», è stata l’osservazione dalla postazione di commento mentre Verstappen rientrava ai box zoppicando. Alla fine ha chiuso P6, ma il tempo perso e i componenti danneggiati lasceranno alla squadra di Milton Keynes parecchio lavoro da fare durante la notte.
La situazione è stata ancora peggiore per Sergio Perez, ora al volante della Cadillac. La sessione del veterano messicano è finita anzitempo per un sospetto problema idraulico, che lo ha costretto a parcheggiare sull’erba e ha fatto scattare una Virtual Safety Car (VSC). Con zero giri rappresentativi su gomma soft e un DNF accanto al suo nome per la sessione, Perez si trova davanti a una salita ripidissima per il resto del weekend.
Una delle trame più avvincenti del Gran Premio d’Australia 2026 è l’ondata di giovani talenti, e i rookie non sono qui solo per fare numero. Arvid Lindblad, in Racing Bulls, ha continuato a impressionare chiudendo P8. Lindblad è apparso a suo agio fin dal primo semaforo verde della giornata, mescolandosi con continuità tra le stelle affermate. Nonostante il contatto in pit lane con Russell, il suo passo in pista è stato innegabile, chiudendo davanti alla seconda Red Bull di Isack Hadjar.
Il P2 di Kimi Antonelli è stato il titolo principale, ma la prestazione complessiva della “Classe del ’26” suggerisce che la gerarchia stia cambiando. Oliver Bearman ha offerto un turno solido anche per Haas, chiudendo P11 e restando appena fuori dalla top ten. Questi giovani sembrano adattarsi alle vetture a minor carico più in fretta di alcuni veterani, forse perché meno condizionati dalla memoria muscolare dell’era ad alto grip che ha preceduto queste regole.

Le vetture 2026 si stanno rivelando impegnative sul tracciato di Albert Park da 5,303 km. La combinazione tra pneumatici da 18 pollici più stretti e la riduzione del carico aerodinamico complessivo ha reso le staccate estremamente insidiose. Nel corso delle FP2 abbiamo visto una lunga serie di bloccaggi e “tagli” sull’erba.
George Russell, Lewis Hamilton, Charles Leclerc e Isack Hadjar si sono ritrovati tutti a lungo in frenata, rimbalzando sull’erba. La temperatura della pista si è attestata intorno ai 34 gradi Celsius, offrendo condizioni stabili per la raccolta dati, ma la mancanza di grip è rimasta il tema principale.
Anche la Williams ha affrontato ostacoli importanti. La sessione di Carlos Sainz è stata accorciata da un problema meccanico, lasciandolo con appena 10 giri su gomma media e senza dati sulle soft. Alexander Albon, nel frattempo, ha confermato le voci secondo cui la Williams FW48 sarebbe attualmente in sovrappeso, cosa che si è riflessa nel suo P15. Il team è in una corsa contro il tempo per trovare un assetto che compensi la massa della vettura mantenendo al contempo l’affidabilità.
La battaglia per gli ultimi posti in Q3 si preannuncia un thriller. La Haas è emersa come sorpresa nelle FP2, con Esteban Ocon a chiudere la top ten. La squadra americana sembra aver trovato un punto dolce nella configurazione a basso drag, fondamentale nei settori ad alta velocità di Melbourne.
L’Audi, al debutto, ha mostrato lampi di potenziale con Nico Hulkenberg in P12 e Gabriel Bortoleto in P14. Il costruttore tedesco punta sulla costanza e, pur non sfidando ancora i “Big Four”, sembra guidare il gruppo degli inseguitori.
L’Alpine, invece, ha faticato a trovare prestazione. Pierre Gasly e Franco Colapinto hanno chiuso rispettivamente P16 e P18. La A526 è apparsa nervosa in frenata e l’episodio di Colapinto con Hamilton ha suggerito una scarsa consapevolezza della situazione, un aspetto che il team dovrà affrontare prima dell’ambiente ad alta pressione delle qualifiche.
Mentre cala il sole sul primo venerdì della stagione 2026, le domande superano di gran lunga le risposte. Oscar Piastri ha dato all’Australia la speranza di una vittoria in casa, ma la presenza minacciosa di Mercedes e Ferrari suggerisce che la lotta per la pole position si deciderà sui millesimi.
La Red Bull deve trovare un modo per curare i problemi di affidabilità che hanno colpito sia Verstappen sia Perez, mentre Williams e Aston Martin devono recuperare grossi distacchi per evitare una doppia eliminazione in Q1. Anche i commissari hanno una serata intensa davanti, con gli episodi Russell/Lindblad e Hamilton/Colapinto che potrebbero portare a penalità in griglia e rimescolare le carte prima ancora che sabato si giri “sul serio”.
Le prove libere finali (FP3) saranno l’ultima occasione per i team di affinare gli assetti. Con previsioni ancora asciutte, la pista continuerà a gommarsi e i tempi sul giro dovrebbero scendere ulteriormente. Se Piastri riuscirà a ripetere l’impresa delle FP2, il boato delle tribune di Melbourne si sentirà fino allo Yarra River.
Gran Premio d’Australia - Prove Libere 2 Top 10 Risultati:

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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