Piastri, beffa a Madrid: danni al via e VSC rovinano la gara

Il Gran Premio di Spagna a Madrid di Oscar Piastri è stato compromesso quasi subito, costringendo il pilota della McLaren ad accontentarsi dell'ottavo posto in una domenica in cui il suo compagno di squadra Lando Norris aveva il passo per lottare per la vittoria. Norris è stato poi privato di tale opportunità dalla Virtual Safety Car, un episodio approfondito nell'analisi su perché Norris non poteva vincere il GP di Spagna 2026 dopo la VSC, ma la gara dell'australiano era già stata segnata da un contatto al primo giro.
Il pilota della McLaren è rimasto coinvolto in una collisione con la Mercedes di George Russell, mentre il britannico scartava verso le barriere. Senza via di fuga, Piastri ha danneggiato la propria ala anteriore, distruggendo la paratia laterale (endplate) e perdendo carico aerodinamico. La scuderia di Woking ha cercato di limitare i danni durante l'unica sosta ai box, ma non è stato possibile recuperare appieno le perdite aerodinamiche.
«Ovviamente è stata una sofferenza fin dal primo giro», ha dichiarato Piastri a fine gara. «Sì, non c'era molto che potessi fare da quel momento in poi. Il tempismo della VSC non è stato certo ideale per noi: siamo rimasti sulle gomme dure ed è stato semplicemente un pomeriggio complicato».

La strategia intrappola Piastri nel traffico
Partito con mescola dura, Piastri ha scelto di non fermarsi ai box durante la prima fase di Virtual Safety Car. Il piano prevedeva di allungare il primo stint in attesa di un'altra neutralizzazione con VSC, Safety Car o bandiera rossa per effettuare un pit stop più vantaggioso. Nessuna di queste opportunità si è però concretizzata, costringendolo a rientrare in regime di gara piena.
Il tempo perso lo ha fatto precipitare nel traffico. Sebbene sia riuscito a mettere a segno uno dei rari sorpassi della gara superando Arvid Lindblad, Piastri non ha trovato varchi per scavalcare l'Alpine di Franco Colapinto nei giri conclusivi. Ha così tagliato il traguardo all'ottavo posto, alle spalle della vettura francese e ben lontano dal potenziale espresso dal ritmo della McLaren.

Le qualifiche: l'origine delle difficoltà
Le radici di una domenica così travagliata risalgono alle qualifiche del sabato. Piastri ha dovuto utilizzare un treno supplementare di gomme morbide per garantirsi il passaggio in Q2, ritrovandosi a essere l'unico tra i piloti di vertice a disputare il primo tentativo della Q3 con pneumatici C4 usati. Nel suo secondo assalto, con gomme fresche e un bilanciamento differente, ha commesso un errore nelle prime curve, non andando oltre il settimo tempo.
Quella posizione di partenza lo ha relegato a centro gruppo su un tracciato cittadino molto stretto, dove l'approccio a Curva 1 presentava rischi evidenti. «I problemi sono nati principalmente alla fine delle qualifiche, e poi il primo giro ha complicato tutto: guidare per l'intera gara con un danno non è stato affatto ideale», ha spiegato l'australiano.

Nel 2026 Piastri vanta due podi, oltre a un piazzamento tra i primi tre in una Sprint Race. Norris conta invece cinque presenze sul podio tra cui due vittorie, un successo Sprint, tre ulteriori podi Sprint, tre pole position e una pole Sprint. Una differenza che si riflette chiaramente in classifica, dove il pilota britannico guida il confronto interno con un margine di 66 punti.
La prossima chance di riscatto per Piastri sarà in Azerbaigian, con la speranza di invertire la rotta quando il paddock si ritroverà a Baku tra due settimane.
