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Il Gran Premio di Barcellona-Catalunya è già diventato un weekend significativo per Pirelli, con il lancio di un libro che celebra i suoi 500 Gran Premi di Formula 1 e la conferma che l'azienda italiana rimarrà l'unico fornitore di pneumatici dello sport fino al 2028. Questo importante traguardo, approfondito nel nostro articolo sull'estensione del contratto di Pirelli come fornitore di pneumatici F1 fino al 2028, si affianca ora a un tema sportivo molto attuale: gli pneumatici potrebbero decidere l'esito della gara di domenica.
Per gran parte della stagione 2026, il dibattito tecnico in Formula 1 si è concentrato sulle power unit. Anche i team hanno ammesso che, nelle prime fasi, la comprensione degli pneumatici è passata in secondo piano. È improbabile che Barcellona conceda questo lusso. Il circuito è notoriamente impegnativo e le prove del venerdì hanno suggerito che il degrado, la scelta delle mescole e la lunghezza degli stint saranno fattori decisivi.
Pirelli ha optato per una gamma più morbida rispetto all'anno scorso, introducendo le mescole C2, C3 e C4. L'intento è chiaro: incoraggiare l'uso della gomma dura e promuovere strategie a più soste. Le prime indicazioni suggeriscono che l'obiettivo sia stato raggiunto, con le prove libere che indicano una probabile gara a due soste, con la possibilità di arrivare a tre.
L'anno scorso, la maggior parte dei team aveva pianificato due soste prima che una Safety Car nel finale spingesse alcuni verso la terza, mentre entrambi i piloti Red Bull hanno effettuato quattro pit-stop in una giornata difficile per la scuderia. Il quadro di questo weekend appare già strategicamente aperto.

Solo Max Verstappen, Esteban Ocon e Ollie Bearman hanno provato la C2 venerdì, mentre gli altri hanno conservato entrambi i set per domenica. Il capo ingegnere di Pirelli, Simone Berra, ha ammesso che questa scelta è stata inaspettata.
“Personalmente sono rimasto un po' sorpreso, perché i team hanno deciso di utilizzare principalmente le mescole soft e medium piuttosto che la hard”, ha dichiarato Berra. “Ci aspettavamo che la hard soffrisse un po' di più con lo scivolamento, con la temperatura superficiale e con il surriscaldamento, quindi non pensavamo che la hard fosse una buona mescola da gara.”
La scoperta principale di Pirelli è stata che il degrado su tutte e tre le mescole è apparso sostanzialmente simile. Berra ha notato che la gomma dura ha faticato con lo scivolamento, mentre la C3 e la C4 hanno offerto un grip più costante e un miglior inserimento, sebbene il quadro finale del degrado non fosse drasticamente diverso.
Ciò non lascia una gomma da gara preferita in modo evidente. Al contrario, il problema decisivo è il decadimento termico, con entrambi gli assi, anteriore e posteriore, che hanno sofferto con temperature dell'asfalto comprese tra i 50 e i 52°C durante il venerdì. Berra ha descritto come significativi i valori di degrado, che arrivano fino a due o tre decimi, causati dalla rugosità del circuito, dall'energia del tracciato e dal calore.
“Ci aspettiamo una situazione in cui le due soste siano le più probabili”, ha affermato. “Possibilmente potrebbe essere anche una gara a tre soste: chi lo sa?”
L'incertezza è accentuata dal fatto che i team stanno ancora imparando come queste vetture del 2026 interagiscano con gli ultimi pneumatici. Il "lift-and-coast" e la gestione della potenza potrebbero diventare strumenti per il controllo degli pneumatici, ma la domenica potrebbe ancora premiare chi sarà disposto a effettuare soste anticipate, costringendo i rivali a decisioni scomode. Come evidenziato anche nei recenti aggiornamenti sul degrado gomme a Barcellona, la gestione sarà fondamentale.

È un ingegnere informatico con una grande passione per la Formula 1 e gli sport motoristici. Ha co-fondato Formula Live Pulse per rendere accessibili, visibili e facili da seguire i dati telemetrici in tempo reale e le informazioni sulle gare.
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