Hamilton si assume tutta la colpa dopo il flop nelle qualifiche Sprint

Lewis Hamilton si è assunto la responsabilità di una scelta sul momento in cui scendere in pista che, a suo avviso, potrebbe essergli costata cara nelle qualifiche Sprint del Gran Premio di Singapore. Il britannico ha chiuso sesto, alle spalle del compagno di squadra in Ferrari, Charles Leclerc, terzo.
Hamilton è stato tra i pochi piloti a segnare un tempo nelle prime fasi della SQ3, invece di attendere gli istanti conclusivi, quando le condizioni della pista erano più favorevoli. Ha detto che la decisione è stata sua e che potrebbe essere stata sbagliata. Il sette volte campione del mondo era apparso più competitivo nei primi due segmenti, ma non è riuscito a confermarsi nella fase decisiva.
Hamilton: la strategia in SQ3 potrebbe aver compromesso il risultato
Il piano di Hamilton per il giro differiva da quello seguito dalla maggior parte dei piloti. Ha indicato nel momento scelto per il suo tentativo una possibile causa del risultato deludente, pur precisando che non è stato l’unico problema incontrato nell’ultimo giro.

Il britannico si era sentito a proprio agio con le gomme medie nelle prime due fasi delle qualifiche. Il passaggio alle morbide in SQ3 ha però cambiato nettamente l’equilibrio della monoposto: Hamilton ha descritto una vettura sovrasterzante e con poco grip al posteriore, difficile da controllare nelle curve.
Non sapeva se le gomme posteriori non avessero raggiunto la temperatura ideale o se, al contrario, si fossero surriscaldate. In ogni caso, la vettura gli è sembrata particolarmente instabile e il giro, ha detto, è stato deludente nel complesso. Le gomme morbide offrivano un buon grip all’anteriore, ma al posteriore mancava il sostegno necessario.
L’equilibrio delle gomme morbide ha lasciato Hamilton senza grip al posteriore
Hamilton ha detto che il contrasto con il passo mostrato in precedenza era evidente. Con le medie la monoposto aveva funzionato bene, ma dopo il cambio di mescola non è riuscito a ritrovare lo stesso grip al posteriore nel giro decisivo. Ha ammesso che l’assetto potrebbe aver influito, senza però indicare una causa certa.
Il risultato lo ha lasciato a tre posizioni da Leclerc, autore di una sessione più positiva con la Ferrari. Le parole di Hamilton indicano sia una scelta strategica sia un problema di equilibrio delle gomme, senza offrire una spiegazione univoca per la perdita di prestazione.
La sessione di Singapore ha attirato l’attenzione anche per altri episodi: leggi i nostri approfondimenti sull’errore in qualifica e sulla pole Sprint di Verstappen finita sotto indagine.
