Analisi
Anteprima GP San Paolo 2026: curve, gomme e strategie a Interlagos
La nostra anteprima del GP di San Paolo 2026 analizza le curve chiave di Interlagos, i punti di sorpasso, le gomme, le possibili strategie e le previsioni meteo del fine settimana.

Il GP di San Paolo 2026 potrebbe dipendere dalla capacità delle squadre di gestire due giornate molto diverse: qualifiche potenzialmente calde e bagnate e una gara decisamente più fresca. Con gomme più morbide e alcuni tratti di asfalto nuovo a Interlagos, la monoposto più veloce sabato potrebbe comunque aver bisogno di un approccio diverso per vincere domenica.
Kimi Antonelli arriva da campione del mondo dopo aver conquistato il titolo a Città del Messico, dove Max Verstappen ha battuto Lewis Hamilton. Il titolo piloti è ormai assegnato, ma resta una domanda interessante sul piano delle prestazioni: Mercedes riuscirà a dettare il passo a Interlagos o Ferrari e Red Bull porteranno in Brasile la competitività mostrata in Messico?
La gara, sulla distanza di 71 giri, si disputa domenica 8 novembre. Ecco dove potrebbero emergere le opportunità e i compromessi più importanti.

Curve chiave: le uscite che preparano l’attacco successivo
Interlagos concentra 15 curve in 4,309 chilometri. I dislivelli e le diverse velocità di percorrenza rendono fondamentale l’equilibrio: una monoposto efficace nel tratto guidato deve comunque avere abbastanza velocità sul dritto per attaccare e difendersi.
La Senna S, curve 1 e 2, è il primo banco di prova importante. I piloti frenano per affrontare una sequenza in discesa sinistra-destra, in cui tentare un sorpasso può compromettere l’uscita. Aggiudicarsi il primo punto di corda non significa necessariamente aver risolto il duello: l’avversario può restare in lotta per tutta la sequenza.
La curva 3, Curva do Sol, immette poi sul rettilineo opposto. Mantenere velocità in questa lunga curva a sinistra aiuta a capire se un pilota potrà attaccare alla curva 4, Descida do Lago. Il primo settore premia quindi chi guarda oltre la singola curva: difendersi con troppa aggressività alla curva 1 può esporre nuovamente la monoposto alla curva 4.

Tra Ferradura, curve 6 e 7, diventa ancora più importante la stabilità aerodinamica. Le successive curve più lente, tra cui Bico de Pato alla curva 10, mettono alla prova la capacità di far ruotare la monoposto e la trazione. Scivolare in questa sezione fa perdere tempo e può rendere più difficile gestire le gomme.
L’ultima uscita cruciale è quella della Junção, curva 12. Da qui la monoposto affronta in salita il tratto che la riporta verso il traguardo. Anche una piccola esitazione in accelerazione può costringere un pilota a difendersi per molto più tempo della curva stessa.

Sorpassi: curva 1 e curva 4 restano i bersagli principali
Le staccate in fondo ai due rettilinei principali offrono le occasioni di sorpasso più evidenti. Alla curva 1 conta avere una buona uscita dalla Junção; alla curva 4 è fondamentale superare senza intoppi la Senna S e Curva do Sol.
Nel 2026, però, per valutare la situazione bisogna considerare anche i nuovi strumenti a disposizione. La Modalità di sorpasso sostituisce il DRS e offre energia elettrica aggiuntiva alle monoposto che inseguono e soddisfano i requisiti, mentre l’aerodinamica attiva regola le ali anteriori e posteriori nei tratti veloci designati.

La gestione dell’energia potrebbe quindi influire non soltanto sul primo attacco. Spendere molto per guadagnare una posizione può cambiare l’energia disponibile per il rettilineo successivo. Osserveremo se i sorpassi si concretizzeranno in entrambe le zone e quanto i piloti riusciranno a bilanciare l’attacco con la necessità di difendersi subito dopo.
Scelta delle gomme: C3 dura, C4 media e C5 morbida
Pirelli ha scelto C3 dura, C4 media e C5 morbida, una mescola più morbida per ogni categoria rispetto alla selezione del 2025. La nostra analisi delle mescole Pirelli per Interlagos spiega perché questa scelta apre interrogativi su tutte e tre le mescole.

La definizione di gomma dura è relativa alla selezione del fine settimana. Quest’anno la C3, classificata come dura, corrisponde alla mescola che l’anno scorso era identificata come media; le nuove monoposto e la struttura delle gomme 2026, però, impediscono un confronto diretto delle prestazioni.
Pirelli segnala inoltre il rifacimento dell’asfalto tra le curve 3 e 5 e tra le curve 8 e 9. Le prove libere serviranno a capire in che modo queste sezioni influiranno su aderenza, usura e calo dei tempi sul giro nel corso di uno stint.

L’anno scorso la maggior parte dei piloti effettuò due soste e la gomma dura fu usata poco. È un dato utile come riferimento, ma non dimostra quale sarà la strategia più veloce quest’anno.
Possibili strategie: due soste come ipotesi di partenza
Prima di avere dati rappresentativi sulle simulazioni gara, due soste sembrano un’ipotesi di lavoro sensata, non la strategia migliore già confermata. Ecco alcune opzioni plausibili sull’asciutto, da valutare in base al degrado, alla temperatura e ai set di gomme ancora a disposizione di ciascun pilota:
- Media–Dura–Media: approccio equilibrato, se la C3 garantisce uno stint centrale duraturo e si hanno a disposizione due set di medie adatti. Permetterebbe di tornare a una mescola più veloce man mano che diminuisce il carburante.
- Morbida–Media–Dura: partenza aggressiva per guadagnare posizioni, seguita da stint più lunghi. Il rischio è fermarsi presto e tornare in pista nel traffico, prima che si sia creato un margine sufficiente.
- Media–Dura, una sosta: da prendere in considerazione se il degrado si rivelerà abbastanza contenuto. Si risparmia un passaggio ai box, ma il tempo guadagnato deve superare quello perso gestendo gomme più usurate e difendendosi da avversari con pneumatici più freschi.

L’efficacia di una sosta anticipata dipende dalla rapidità con cui le gomme nuove entrano in temperatura. Se il fresco rende difficile il giro di uscita, fermarsi per primi potrebbe offrire meno vantaggi del previsto. Restare in pista può funzionare se le gomme già montate sono ancora competitive e il pilota ha pista libera.
Una safety car potrebbe ridurre il costo della sosta, mentre la pioggia in arrivo potrebbe spingere ad allungare uno stint per evitare un’ulteriore sosta prima di montare le intermedie. In nessuno dei due casi, però, conviene trascurare le condizioni delle gomme aspettando un’interruzione che potrebbe non arrivare.

Previsioni meteo: sabato più caldo, poi domenica più fresca
Secondo le informazioni consultate il 4 novembre, le previsioni pubblicate da Williams il 3 novembre indicano:
- Venerdì 6 novembre: cielo coperto, circa 24 °C e probabilità di precipitazioni del 10%.
- Sabato 7 novembre: piogge deboli, circa 28 °C e probabilità di precipitazioni del 70%.
- Domenica 8 novembre: cielo coperto, circa 16 °C e probabilità di precipitazioni del 35%.
Si tratta delle previsioni giornaliere pubblicate dalla squadra, non della probabilità che piova durante ogni singola sessione. Le previsioni possono cambiare e le condizioni meteo generali di San Paolo non determinano necessariamente quelle del circuito.

La differenza di temperatura conta anche se la gara si svolgerà sull’asciutto. Aria e asfalto più freddi possono modificare il riscaldamento delle gomme e l’equilibrio tra le mescole, riducendo il valore di un semplice trasferimento al piano gara di domenica dei dati raccolti nelle prove libere più calde.
Se le qualifiche saranno bagnate, l’evoluzione della pista e il momento scelto per il giro lanciato potrebbero rivelarsi decisivi. In una gara con pista in asciugamento, il passaggio alle gomme da asciutto richiederebbe un’ulteriore valutazione: anche se una gomma è più veloce sulla traiettoria asciutta, deve comunque cavarsela nei tratti ancora umidi.

Cosa ci aspettiamo a Interlagos
La prima gara di Antonelli da campione del mondo è naturalmente una delle grandi attrazioni. Vogliamo vedere come si comporterà la sua Mercedes rispetto alla Red Bull di Verstappen e alle Ferrari nell’arco di uno stint completo, considerando l’usura delle gomme e il traffico. I risultati recenti in Messico sono un dato di partenza, non una garanzia sull’ordine d’arrivo in Brasile.
Anche McLaren merita attenzione. La squadra ha annunciato aggiornamenti per ala anteriore, ala posteriore e fondo. Il loro valore sarà più evidente se miglioreranno l’equilibrio e il ritmo sul lungo periodo, oltre al singolo giro in qualifica.

Questo fine settimana non ci sarà la Sprint: le squadre avranno quindi tre sessioni di prove libere per studiare il nuovo asfalto e la selezione più morbida. Ci interessa soprattutto capire quali monoposto manterranno trazione in uscita dalla Junção anche a fine stint e se la C3 offrirà agli strateghi abbastanza flessibilità per differenziare i piani di gara.
Le qualifiche sono in programma sabato alle 15:00 BRT, mentre la gara partirà domenica alle 14:00 BRT; San Paolo si trova nel fuso UTC−3. Nel nostro programma del fine settimana con gli orari brasiliani trovi tutti gli appuntamenti.
Le prime indicazioni utili arriveranno dalle prove libere: capire se le squadre riusciranno a generare aderenza rapidamente senza consumare le gomme che serviranno domenica.
