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Analisi

Guida alla strategia del GP USA: tutte le opzioni per la gara

Scopri le strategie possibili per il GP degli Stati Uniti 2026: scelta delle gomme per una sosta, finestre dei pit stop e influenza del vento ad Austin.

Guida alla strategia del GP USA: tutte le opzioni per la gara
© Getty Images

Una gara con una sola sosta sembra la scelta più promettente per il Gran Premio degli Stati Uniti, ma la scelta delle mescole giuste potrebbe rivelarsi decisiva in una sfida molto equilibrata.

La pole di Kimi Antonelli ad Austin dà alla Mercedes un vantaggio iniziale. Tuttavia, con le prime quattro squadre separate da circa 0,12 secondi nel ritmo sulle simulazioni di gara, la strategia offre agli avversari una concreta possibilità di inserirsi nella lotta.

Le strategie più veloci secondo le simulazioni

I calcoli Pirelli indicano due opzioni principali:

  • Da morbide a dure: sosta tra i giri 20 e 26.
  • Da medie a dure: sosta tra i giri 21 e 27.

Partire con le morbide garantisce più aderenza nelle prime fasi, un vantaggio potenzialmente prezioso nella salita verso curva 1. Le medie offrono maggiore flessibilità e permettono ai piloti di allungare il primo stint in base all’evoluzione della gara.

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© Formula 1

Questa flessibilità è importante quando le prime squadre sono così vicine. Una sosta anticipata deve garantire un vantaggio prestazionale sufficiente a giustificare la perdita di posizione in pista e il rischio di ritrovarsi nel traffico.

Perché la strategia da medie a morbide resta allettante

La principale incognita è la fiducia dei piloti nella mescola dura. Sebbene le simulazioni favoriscano le strategie che la prevedono, i riscontri suggeriscono che medie e morbide potrebbero offrire una combinazione più gestibile.

L’alternativa è iniziare con le medie e passare alle morbide tra i giri 26 e 32.

Questa scelta rinuncia alla durata teorica delle gomme dure in cambio di una maggiore aderenza nella fase finale della gara. Per funzionare, richiede di gestire bene il primo stint e lasciare alle morbide una distanza percorribile realistica.

L’anno scorso questa strategia ha dato buoni risultati: Verstappen vinse con una sosta, passando dalle medie alle morbide, mentre Leclerc adottò la sequenza inversa e chiuse terzo. La maggior parte dei piloti nelle prime posizioni si fermò una sola volta.

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Può funzionare una strategia aggressiva a due soste?

L’opzione più efficace con due soste prevede morbide-medie-morbide, con pit stop indicativamente tra i giri 16 e 22 e tra i giri 35 e 41.

Secondo le simulazioni, questa strategia paga un ritardo di appena due secondi rispetto a quella a una sosta. È abbastanza vicina da restare un’alternativa valida, ma non tanto da renderla la scelta più ovvia.

Una sosta in più comporta maggiori rischi nell’esecuzione e un ulteriore passaggio nel traffico. Per rendere più interessante il guadagno prestazionale offerto dalle gomme fresche, il degrado dovrebbe essere superiore alle attese.

Il vento può scombinare i calcoli

Le temperature dell’asfalto previste, intorno ai 40 °C, dovrebbero mantenere condizioni nel complesso simili a quelle delle prove, rafforzando l’ipotesi di una sola sosta.

Le raffiche fino a 30 km/h potrebbero però avere un impatto maggiore. Le sbandate improvvise possono surriscaldare le gomme posteriori, accelerarne il degrado e rendere necessaria una sosta aggiuntiva. Il vento complica anche la precisione nelle curve più esposte, aumentando il rischio di superare i limiti della pista.

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Anche un ingresso anticipato della safety car non porterebbe necessariamente a una gara con due soste: i piloti potrebbero montare le gomme dure e tentare uno stint finale molto lungo.

La differenza cruciale è tra la strategia più veloce sulla carta e le gomme che ciascun pilota riesce a sfruttare con costanza. Con margini prestazionali così ridotti, questa scelta potrebbe decidere la lotta per la vittoria.

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