GP Bahrain 2026 a Sepang: due o tre soste, il dilemma gomme

Dopo due weekend segnati da un degrado contenuto, Sepang promette uno scenario completamente diverso.
La combinazione di asfalto abrasivo, temperature estreme e forte usura degli pneumatici potrebbe trasformare il Gran Premio del Bahrain di domenica, in Malesia, in una delle gare più complesse sul piano strategico dell’intera stagione 2026.
Max Verstappen scatterà dalla pole dopo la sua straordinaria prestazione in qualifica a Sepang, davanti a Lewis Hamilton, Kimi Antonelli e Charles Leclerc.
La posizione in griglia, però, potrebbe essere solo una parte dell’equazione. Tutte e tre le mescole sono utilizzabili, si prevedono due soste e non si può escludere nemmeno una gara con tre pit stop.

Media-Hard-Hard è la strategia di riferimento
Per Pirelli, la strategia convenzionale più veloce è Media-Hard-Hard.
La prima sosta dovrebbe arrivare tra il 12° e il 18° giro, la seconda intorno al 32°-38° giro.
Anche partire con le Soft è un’opzione concreta. A differenza di Baku, la C4 si comporta particolarmente bene sul fondo sconnesso di Sepang, offrendo alle squadre l’alternativa Soft-Hard-Hard, con una prima sosta tra il 10° e il 16° giro.
È la conferma di quanto emerso nelle prove libere di venerdì: il degrado degli pneumatici sarà il fattore decisivo della gara.

Verstappen e Leclerc devono fare i conti con un problema diverso
La complicazione è che Verstappen e Leclerc non hanno a disposizione due treni nuovi di gomme Hard.
Per due dei primi quattro in griglia, questo esclude le strategie più lineari, Media-Hard-Hard e Soft-Hard-Hard.
Entrambi hanno invece un treno di Hard e uno di Medie: è quindi quasi certo che a un certo punto dovranno utilizzare anche la mescola Soft.
L’opzione convenzionale più rapida sembra essere Soft-Hard-Media, con una sosta tra l’11° e il 17° giro, un lungo stint centrale e un secondo pit stop intorno al 34°-40° giro.
È possibile anche una gara più aggressiva con strategia Soft-Media-Soft, che richiederebbe però una gestione attenta del primo stint con le Soft.
La C4 ha dimostrato che, se i piloti evitano di stressarla troppo nelle fasi iniziali, il suo degrado è sorprendentemente vicino a quello della Media.

Vedremo davvero tre soste?
Nella maggior parte dei circuiti, una strategia a tre soste è spesso dettata dalla pioggia, dall’ingresso della Safety Car o da un degrado superiore alle attese.
A Sepang, invece, potrebbe essere competitiva anche in termini di pura velocità.
La sequenza teoricamente più rapida con tre soste è Soft-Hard-Hard-Media, con finestre per i pit stop intorno ai giri 7-13, 24-30 e 41-47.
Il rovescio della medaglia è significativo: una sosta in regime di bandiera verde costa circa 24 secondi.
Chi sceglierà le tre soste dovrà quindi disporre di un vantaggio prestazionale sufficiente con le gomme nuove per recuperare quasi per intero il tempo perso in un pit stop aggiuntivo rispetto a chi si fermerà due volte.

Perché Antonelli ha più margine di manovra
Il terzo posto in griglia di Antonelli potrebbe rivelarsi particolarmente prezioso, perché la Mercedes ha maggiore libertà nella gestione dei treni di gomme a disposizione.
Il leader del campionato può seguire la strategia preferita da Pirelli, senza essere costretto a inserire una mescola più morbida nel piano gara.
Venerdì la Mercedes ha faticato molto con il degrado, prima di migliorare nel corso di sabato. La squadra sa però che il caldo di Sepang resta una minaccia. George Russell aveva già avvertito che il surriscaldamento dell’asfalto potrebbe diventare una delle sfide decisive del weekend.

La strategia potrebbe contare più della posizione in griglia
Pirelli si aspetta che tutte e tre le mescole abbiano un ruolo importante.
Alcuni piloti punteranno sulla Media-Hard-Hard. Altri potranno combinare tutte e tre le mescole, mentre chi vorrà attaccare con decisione potrebbe valutare una strategia a tre soste.
Per questo la pole di Verstappen è meno rassicurante di quanto possa sembrare.
È improbabile che Sepang premi chi si limita a difendere la posizione in pista. Con un degrado così elevato, il pilota che saprà trovare il miglior equilibrio tra ritmo e durata degli pneumatici potrebbe avere un vantaggio ben maggiore rispetto a chi si troverà in testa alla prima curva.
