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Alpine dice addio al WEC con il secondo posto alla 6 Ore di Monza

Alpine chiude la campagna WEC con il secondo posto alla 6 Ore di Monza 2026, mentre la vettura gemella si ritira. Un addio agrodolce per l'A424 Hypercar.

Alpine dice addio al WEC con il secondo posto alla 6 Ore di Monza
© Getty images

Dopo tre stagioni al volante della sua A424 Hypercar, Alpine ha salutato il FIA World Endurance Championship con un fantastico secondo posto alla 6 Ore di Monza. Mentre una vettura festeggiava sul podio, l'altra è andata incontro a un ritiro deludente, un finale agrodolce per l'avventura del costruttore francese nelle gare di endurance.

Per una squadra che aveva annunciato all'inizio dell'anno il ritiro dal WEC al termine del 2026, è stato un modo degno di congedarsi, anche se il pomeriggio non è andato del tutto secondo i piani.

Un podio per chiudere la campagna WEC di Alpine

Alpine è arrivata a Monza decisa a concludere la campagna WEC in bellezza, e la #36 A424, guidata da Jules Gounon e Victor Martins, ha sicuramente mantenuto la promessa.

Partito sesto in griglia, Gounon si è subito inserito tra i protagonisti, correndo terzo nelle prime fasi di gara. Martins ha poi cavalcato lo slancio, lottando con Cadillac e BMW per le posizioni di vertice mentre la gara di sei ore andava avanti.

Non è stato un pomeriggio facile, con più Safety Car, Virtual Safety Car e Full Course Yellow a interrompere il ritmo. Martins ha però offerto una prestazione impressionante, tra cui un sorpasso su Sheldon van der Linde e sulla BMW alla prima chicane, con cui ha riconquistato la seconda posizione. La #36 Alpine ha infine chiuso al secondo posto alle spalle della #38 Cadillac vincitrice, regalando alla squadra un ultimo podio da festeggiare. FIAWEC +1

Sfortunatamente, la vettura gemella #35 non ha avuto la stessa fortuna. Charles Milesi ha perso il controllo alla Parabolica poco dopo la metà gara, finendo pesantemente contro le barriere e facendo entrare in pista un'altra Safety Car. Per fortuna Milesi è uscito illeso, ma i danni hanno costretto la vettura al ritiro. Una conclusione particolarmente amara per Milesi e per il compagno di squadra Ferdinand Habsburg, che stavano anch'essi correndo con competitività.

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© Getty images

Alpine lascia proprio quando le cose si facevano interessanti

C'è una certa ironia nel risultato finale di Alpine. Dopo tre stagioni di sviluppo dell'A424, e dopo essere diventata gradualmente una vera candidata nella feroce categoria Hypercar del WEC, la squadra se ne va proprio nel momento in cui sembra aver trovato la propria strada.

Come abbiamo spiegato nel nostro articolo precedente, Ultima gara WEC per Alpine: perché lascia e cosa succederà ora⁠, la decisione di ritirarsi ha meno a che fare con le prestazioni in pista e più con la strategia industriale complessiva di Alpine.

Annunciato nel febbraio 2026, il passo porterà Alpine a concentrare i propri sforzi sportivi sulla Formula 1, mettendo fine a un programma che aveva finalmente iniziato a dare risultati costanti.

E sebbene la squadra avrebbe senza dubbio voluto vedere entrambe le vetture tagliare il traguardo, un secondo posto a Monza ricorda quanto fosse diventata competitiva la A424.

Un ultimo ballo in blu

Alpine ha definito il weekend finale di Monza il suo “Last Dance in Blue”, a segnare la fine di un capitolo importante nella storia delle corse di endurance del costruttore.

L'A424 ha debuttato nella categoria Hypercar nel 2024, conquistando la prima vittoria a Fuji nel 2025. La storia di Alpine nelle gare di endurance, però, risale molto più indietro, con successi nella categoria LMP2 a Le Mans e la celebre vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans del 1978 con la Renault Alpine A442B.

Sebbene Alpine ora concentrerà la propria attenzione sulla Formula 1, la sua uscita lascia un altro vuoto nella griglia del WEC, soprattutto in un momento in cui la categoria Hypercar del campionato sta attirando alcuni dei più grandi costruttori del motorsport.

Per i piloti, gli ingegneri e tutti coloro che hanno dedicato anni allo sviluppo dell'A424, c'è però almeno un risultato finale da celebrare.

Non sarà stata la vittoria sognata da Alpine, ma un podio nella sua ultima gara WEC è certamente un modo non male per congedarsi.

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