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Hadjar cerca risposte dopo la messa a punto sbagliata ad Austin
Isack Hadjar racconta che una modifica alla messa a punto ha reso difficile da guidare la sua Red Bull ad Austin: le gomme anteriori si sono surriscaldate, compromettendo il giro con le soft.

Isack Hadjar è alla ricerca di una soluzione dopo che una modifica alla messa a punto ha reso difficile da guidare la sua Red Bull Racing nelle prove del Gran Premio degli Stati Uniti. Il francese ha dichiarato che il rendimento della vettura è calato nettamente nella seconda sessione e che il rapido surriscaldamento delle gomme anteriori ha compromesso il suo giro con le soft.
Hadjar aveva concluso la FP1 con sensazioni abbastanza positive, nonostante il 14° posto. Per la FP2 ha scelto una direzione diversa nella messa a punto, aspettandosi di fare progressi, ma ha trovato la vettura molto più difficile da gestire. Con le medie la modifica sembrava funzionare; con le soft, ha spiegato, l’equilibrio è peggiorato sensibilmente.
Le soft hanno messo in luce un grave problema di bilanciamento
La simulazione di qualifica di Hadjar è andata in fumo: a fine giornata si è ritrovato a quasi un secondo dal compagno di squadra Max Verstappen. Ha detto che la vettura ha perso aderenza all’anteriore e che i tempi sul giro hanno iniziato a peggiorare dopo il primo settore.

Il problema era particolarmente evidente nelle curve veloci. Hadjar ha riferito che le gomme anteriori si surriscaldavano e si usuravano così in fretta che, nel resto del giro, era più lento rispetto a quando montava le medie. Colpito dall’entità del calo, ha detto che la squadra dovrà capire perché le gomme soffrano così tanto nell’arco di un solo giro.
Il direttore tecnico della Red Bull Pierre Wache ha indicato nella conformazione del Circuit of the Americas un possibile fattore. Le curve veloci del primo settore mettono le gomme a dura prova, ha spiegato, e il loro surriscaldamento in quella fase può compromettere il resto del giro.
Per saperne di più sul circuito di Austin, leggi la nostra guida al COTA e l’anteprima del GP degli Stati Uniti, con analisi del tracciato e delle strategie.

Hadjar vuole ritrovare le sensazioni della FP1
Verstappen, al contrario, ha descritto in termini complessivamente positivi le prime indicazioni della vettura, pur sottolineando che la Red Bull deve ancora migliorare l’equilibrio tra le curve lente e quelle veloci. Le sue parole hanno rassicurato Hadjar sulla possibilità di trovare una messa a punto efficace, anche se i due piloti hanno provato soluzioni diverse.
Hadjar ha detto che la squadra analizzerà i dati e correggerà l’equilibrio prima delle qualifiche, che segnano l’inizio del regime di parco chiuso. Il suo obiettivo immediato è riportare la vettura al livello raggiunto nella prima sessione. Il team dovrà anche risolvere il problema delle temperature: secondo Hadjar, le gomme raggiungevano valori eccezionalmente elevati, nonostante le vetture affrontassero quelle curve a velocità simili.
La portata del passo indietro lascia alla Red Bull un compito preciso prima delle qualifiche: trovare un equilibrio che dia a Hadjar fiducia sull’anteriore senza consumare troppo presto le gomme.
